domenica 29 dicembre 2019

Un fiore per Tina Costa

Aderiamo all'iniziativa delle sezioni dell'Anpi del VII municipio per domani [30 dicembre 2019] alle ore15:00. Saremo presenti anche noi, portando un fiore per Tina Costa nel luogo in cui era stata apposta una targa in suo ricordo. È notizia recente - purtroppo - il vilipendio commesso da fanatici nazi-fascisti che hanno "disegnato" una svastica sulla targa in memoria della compagna Tina Costa. 

Là dove le forze sociali hanno abdicato al ruolo di rappresentanza della classe lavoratrice e abbandonando le periferie, il sentimento razzista, fascista e da ultimo fanatico-nazista, prende piede. È inscindibile per noi un’azione che sia tanto antifascista quanto anticapitalista in quanto capitalismo e fascismo sono due facce della stessa medaglia.

giovedì 26 dicembre 2019

Stretti come sardine ma non ciechi e tanto meno muti

Contro la destra reazionaria, ma anche contro un governo che conserva le misure peggiori della destra

Condividiamo il sentimento di fondo che anima tante piazze di giovani. Partecipiamo a queste piazze. Sentiamo anche noi la stessa nausea profonda per le culture xenofobe, misogine, reazionarie dei Salvini e delle Meloni, la loro vocazione autoritaria, il loro uso cinico dei sentimenti religiosi con tanto di esibizione di croci e di madonne, il loro disprezzo per le donne e per i soggetti LGBTQIA+, il loro militarismo tricolore in abito di polizia. Dio, Patria, Famiglia sono ovunque bandiere di regime. Per Salvini forse una cinica recita elettorale.
Per Meloni un’autentica tradizione fascista. In entrambi i casi una minaccia seria.

E tuttavia l'opposizione alla destra reazionaria nutre un sentimento, non indica una prospettiva. Né rimuove gli interrogativi. Perché questa cultura miserabile raccoglie attorno a sé tanto consenso? Perché lo raccoglie assai spesso nei luoghi di lavoro, nelle periferie metropolitane, in ampi settori di popolo? Lo raccoglie perché la classe lavoratrice è stata abbandonata a sé stessa proprio da coloro che avrebbero dovuto difenderla nella crisi più grande del dopoguerra. Non solo: i vertici della sinistra politica e sindacale o di quella che nella comunicazione pubblica è rappresentata (abusivamente) come “la sinistra” (il PD), hanno direttamente gestito o avallato l'attacco alla propria base sociale. Precarizzazione dilagante. Privatizzazione di aziende e servizi. Tagli alla spesa sociale. Abolizione dell'articolo 18. Attacco alla istruzione pubblica. Legge Fornero sulle pensioni.
Questa è stata la politica del PD o dei governi da questo sostenuti, con la copertura delle burocrazie sindacali e in più occasioni della stessa sinistra cosiddetta “radicale” (come Rifondazione Comunista nei governi Prodi). Se la sinistra non è più riconoscibile o è identificata con le élites non è forse in ragione di questo tradimento vero e proprio? La destra ha solo raccolto i frutti di questa semina. Il meno peggio ha spianato la strada al peggio. È la lezione degli ultimi 40 anni.

Del resto, basta guardare al presente. Il governo PD-M5S, nato formalmente in contrapposizione a Salvini, non sta forse conservando le peggiori misure di Salvini?
Lo vediamo coi decreti sicurezza rimasti intatti, e al più ritoccati nella forma, proprio per conservarne la sostanza.
Lo vediamo con la difesa degli accordi infami con la guardia costiera libica, già di Minniti e poi di Salvini.
Lo vediamo con la conferma di tutte le missioni militari in terre lontane e teatri di guerra, circondate più di ieri dall'impenetrabile segreto (come in Libia).
Lo vediamo sul piano sociale con la salvaguardia della legge Fornero, del Jobs Act, di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro che hanno massacrato negli ultimi vent'anni una intera generazione per ingrassare i profitti.
Del resto, il Presidente del Consiglio non a caso è rimasto lo stesso, ha solo rimpiazzato la Lega col PD, col trasformismo più disinvolto.

Poi sì, è vero, i toni di Conte sono diversi da quelli di Salvini e Meloni, ci vuole poco.
Ma i toni cerimoniosi e istituzionali servono solo a rifarsi il trucco e confezionare meglio la stessa merce.
Col risultato oltretutto di regalare proprio a Salvini nuovo consenso e una possibile rivincita.

E allora certo, tutti insieme nelle piazze, stretti come sardine, contro Salvini e la destra!
Ma proprio per questo rivendicando la cancellazione delle misure di Salvini e dunque l'opposizione al governo che le mantiene. Proprio per questo facendo la scelta di campo dalla parte del lavoro contro il capitale, quale che sia il suo governo. Perché questa è la frontiera vera dello scontro.
VIA I DECRETI SICUREZZA! 

VIA LE MISSIONI DI GUERRA! 
 
VIA LA LEGGE FORNERO, VIA IL JOBS ACT, VIA LA PRECARIETÀ DEL LAVORO! 

COMANDINO I LAVORATORI, NON I GRANDI AZIONISTI, LE BANCHE, I CAPITALISTI!

SI RIORGANIZZI LA SOCIETÀ SU BASI NUOVE E DA CIMA A FONDO, ROMPENDO UNA VOLTA PER TUTTE COL CAPITALISMO CHE SFRUTTA ED INQUINA! 

PERCHÉ NÉ L'UOMO NÉ LA NATURA SIANO RIDOTTI A MERCE!

sabato 9 giugno 2018

DIVERSAMENTI UGUALI

Volantino Pride 9 giugno 2018


Mentre il governo reazionario  di Salvini  e Di Maio prende forma rifocilla  il peggior trogloditismo poltico omofobo. La situazione sociale per le minoranze sessuali, non naviga in buone acque. Le briciole concesse dal "democristianissimo" Renzi sono solo fumo negli occhi atte a mascherare un disegno conservatore legato sovrastrutturalmente  al pensiero dominante.
La negazione dei diritti e  una negazione di dignità è una discriminazione razziale

RIVENDICHIAMO:

1) Piena parità, dignità e libertà declinate in leggi e diritti come il matrimonio egualitario.
2)  IL riconoscimento delle unioni civili e di fatto (nella sua interezza), della genitorialità, dell’identità trans, della tutela della salute e del contrasto alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere e del diritto di scelta.


L’unica via d’uscita, per ottenere queste rivendicazioni,  è la lotta del movimento di massa, nessuna legge ci concederà i nostri diritti, dobbiamo prenderceli! Dobbiamo unire le rivendicazioni del mondo del lavoro, degli studenti, dei migranti con quelle per i diritti del mondo GBLTQI.
Facciamo appello per una affermazione comune di libertà a tutte le forze di sinistra e a tutti coloro che condividono aspirazioni inclusive, laiche, fondate sulla parità dei diritti.

mercoledì 6 giugno 2018

A cinquant'anni dal '68

Pubblichiamo il video integrale (diviso in due parti) dell'intervento sul Maggio '68 del compagno Franco Grisolia



Giù le mani da Atac! Per una soluzione anticapitalista alla crisi del trasporto pubblico romano!




C'era da aspettarselo. Come se non bastassero le condizioni di lavoro vergognose, gli stipendi non pagati, l'essere la categoria con la più alta incidenza di malattie professionali in Italia e il rischio costante di bancarotta dell'azienda, adesso i lavoratori del trasporto pubblico romano devono anche subire l'accusa infame di sabotare la flotta! Stando al fascicolo aperto dalla procura di Roma e al Messaggero i perfidi lavoratori atac sarebbero infatti la causa dei numerosi guasti verificatasi negli ultimi tempi, la prova di tale macchinazione starebbe nella presenza di non precisati "pezzi di legno e di plastica" trovati nella sabbiera dell'impianto frenante di un tram! Elementare Watson!
È piuttosto evidente che questa maldestra calunnia non è altro che l'ennesimo tentativo di far ricadere sui lavoratori già ampiamente vessati le mancanze e la sudditanza alle logiche del profitto dell'amministrazione comunale, proprio mentre questa si appresta a rinnovare l'appalto a Roma tpl in sfregio a tutte le promesse fatte in passato.
Il Partito Comunista dei Lavoratori è incondizionatamente al fianco dei lavoratori del trasporto pubblico e invita alla mobilitazione contro questo ennesimo insulto.
Ci siamo già espressi diverse volte sullo stato pietoso del servizio, sulle responsabilità enormi delle giunte passate e presenti che stanno facendo pagare ai lavoratori e alla cittadinanza il conto di anni di malagestione attaverso accordi sindacali-truffa e un concordato che darà il colpo di grazia ad un'azienda già in ginocchio a tutto vantaggio degli speculatori che potranno mettere le mani sul patrimonio immobiliare Atac in svendita, per noi così come per i lavoratori non è difficile individuare i colpevoli del sabotaggio in atto: 
I veri sabotatori di Atac sono la giunta comunale grillina che agisce in perfetta continuità con il passato, le logiche perverse del profitto che hanno lasciato i mezzi senza un'adeguato servizio di manutenzione a seguito del vergognoso licenziamento dei 140 dipendenti CORPA e i vertici Atac che negli anni hanno contribuito a massacrare il servizio fino alla catastrofe attuale.
È possibile, tuttavia, fermare questo disastro. Solo la forza dei lavoratori organizzati infatti può fare da argine a questo attacco senza precedenti portato al trasporto pubblico, le lotte dei colleghi francesi contro Macron sono lì a dimostrarlo!Per questo c'è bisogno di una mobilitazione permanente e generalizzata che metta finalmente al centro i bisogni specifici dei lavoratori e della collettività che utilizza ogni giorno i mezzi pubblici, tali rivendicazioni devono partire dal:
-Ritiro del licenziamento per i 140 dipendenti CORPA e per la reinternalizzazione totale di CORPA e Roma TPL in ATAC.
-L'opposizione ferma ad ogni ipotesi di privatizzazione di ATAC e per la sua gestione in mano al lavoratori.
-Il respingimento dell'ultimo disastroso accordo sindacale, quindi la riduzione dell'orario di lavoro a parità di paga e la stabilizzazione di tutti i precari
-Il rifiuto del pareggio di bilancio in comune.
-Un grande piano di potenziamento del trasporto pubblico, che rimetta in sesto e migliori le infrastrutture e la flotta.
Il PCL, come sempre, sarà al fianco dei lavoratori del trasporto pubblico romano per la realizzazione di questo programma!