martedì 8 novembre 2016

Fuori i compagni dalle galere!

Sabato scorso, mentre a Firenze veniva vietato il corteo contro il teatrino borghese della Leopolda e i manifestanti venivano picchiati dalla polizia, a Roma, quartiere Magliana, un presidio antifascista indetto per ostacolare la manifestazione razzista di Forza Nuova (indetto al grido di "Magliana come Goro") veniva duramente attaccato dalle forze dell'ordine. Arresti, fermi e denunce sono piovuti sugli antifascisti mentre i militanti di Forza Nuova sono stati lasciati liberi di devastare la serranda del centro sociale Macchia Rossa su cui la polizia ha successivamente apposto i sigilli.
Di fronte a tanta barbarie reazionaria le amministrazioni pentastellate non solo non hanno alzato un dito ma si sono esposti per voce del presidente del municipio Mario Torelli a difesa della scellerata repressione della forza pubblica mostrando, una volta di più, la natura reazionaria del Movimento 5 Stelle.

Tutta la nostra solidarietà e complicità ai compagni arrestati.
Fuori i compagni dalle galere!
Fuori i fascisti dai quartieri!

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

venerdì 21 ottobre 2016

Sciopero! Sciopero! Sciopero!

21 Ottobre giornata di lotta alla GLS di Fiumicino


Oggi i lavoratori della logistica organizzati dal Si Cobas hanno scioperato in tutta Italia. A Roma un centinaio di lavoratori e solidali appartenenti a diverse realtà politiche e lavorative  hanno picchettato i magazzini GLS, ostacolando e impedendo il carico e scarico merci.

Prima di ogni altra questione la radicale lotta dei facchini parla, anzi, urla alla classe lavoratrice e a tutti gli sfruttati che si può e si deve lottare per la difesa degli interessi immediati della maggioranza della società contro una minoranza parassitaria e infame. Dai magazzini alle fabbriche, dagli spazi occupati ai lavoratori del pubblico impiego, dagli studenti ai disoccupati e ai sottooccupati. Dobbiamo costruire la consapevolezza della nostra forza sulle ragioni indipendenti della classe, senza cedere nulla alle forze istituzionali dello Stato di natura populista o apertamente reazionaria. 

Viva la lotta dei lavoratori della logistica!
Per la difesa del lavoro, contro i padroni e le loro istituzioni!
Per l'unica prospettiva che può liberare dalla schiavitù salariata, dalla guerra, dalla violenza, le masse di tutto il mondo: la rivoluzione socialista!




Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

venerdì 14 ottobre 2016

A difesa degli spazi sociali e dei quartieri popolari

Ieri 13 ottobre come Partito Comunista dei Lavoratori e come occupanti dello Spazio Sociale Roberto Scialabba abbiamo partecipato alla giornata di lotta in opposizione allo sgombero dell'occupazione Corto Circuito di Roma, quartiere di Lamaro, che da 27 anni fornisce servizi alla cittadinanza, in un quartiere popolare e operaio che, privato di uno spazio simile, finirà nel completo abbandono e nelle mani dei palazzinari e speculatori della peggior risma.

Dalle prime ore della mattina è iniziato lo sgombero e lo smantellamento dello storico centro sociale con un quartiere del tutto militarizzato, bloccato nei suoi punti nevralgici da centinaia di carabinieri e reparti in assetto antisommossa. Gli occupanti hanno incassato la solidarietà degli abitanti dei quartieri popolari limitrofi che hanno dato vita, nel pomeriggio, ad un corteo numeroso che, dopo aver bloccato le strade è rientrato nello spiazzo del Corto dando vita a un'assemblea per discutere il da farsi.

Abbiamo denunciato, in assemblea, l'assenza totale delle istituzioni pentastellate anche nelle situazioni (canile autogestito di Muratella, lavoratori del settore pubblico e municipalizzate, spazi sociali e occupazioni a scopo abitativo) dove i cinque stelle, prima delle elezioni, sono andati a rastrellare voti. Abbiamo ribadito che i nostri unici interlocutori sono i lavoratori, sono gli occupanti, sono i giovani dei quartieri popolari che vivono lo sfacelo di una città devastata dal capitalismo e dalle sue amministrazioni. 


Nessuna fiducia nel Comune e nelle istituzioni!
Per l'autonomia delle ragioni del lavoro, contro licenziamenti, privatizzazioni e sgomberi, continuiamo la lotta!

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

domenica 25 settembre 2016

Contro ogni imperialismo, al fianco del popolo curdo

Ieri migliaia di curdi e militanti solidali hanno sfilato per le vie del centro, un corteo determinato in cui, come PCL, abbiamo portato la nostra posizione: contro ogni imperialismo, faccia esso capo al capitalismo russo o alla NATO, contro il satrapo Assad e il fascista Erdogan.

Diritto di autodeterminazione per il popolo curdo!
Pieno sostegno ai proletari che in medio oriente si sollevano e lottano contro gli stati nazione capitalisti!
I popoli in rivolta scrivono la storia!




Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

giovedì 16 giugno 2016

Sulle comunali di Roma: la situazione generale, i motivi dell'astensione

Le elezioni comunali di Roma restituiscono uno scenario senza dubbio critico dal punto di vista del peso delle forze in campo, ma forse non così anomalo, stando agli sviluppi della sua situazione politica negli ultimi anni e a ciò che si muove oggi a livello profondo tra i settori e le classi sociali a Roma.
Il PD, vero sconfitto delle elezioni, cala bruscamente ed inevitabilmente dopo le vicende della cosiddetta "mafia capitale", che hanno travolto in pieno, con la caduta di Marino, anche le ultime illusioni riformiste su una giunta "progressista" dal profilo civico e moralizzatore, che avrebbe liberato l'amministrazione dalle spire profittatrici del clientelare Gianni Alemanno.
Ciò che rimaneva della sinistra ex radicale (raccolta intorno a SEL), avvinghiata a Marino fino all'epilogo, non è stato capace di rompere con il centrosinistra nemmeno a Roma e nemmeno con un PD ormai pienamente e irreversibilmente "renzizzato".
La vicenda della candidatura Fassina, con il contorno tragicomico delle liste prima respinte e poi riammesse, è il segno di un'incapacità eclatante dei residui della sinistra riformista anche semplicemente di apparire (figuriamoci di essere!) come un qualcosa dotato di riconoscibilità e di alternatività rispetto al PD, dopo vent'anni e oltre di subalternità sempre più oscena. I voti raccolti non potevano che sancire questa triste realtà.
La destra di Giorgia Meloni, tra ricomposizioni identitarie postberlusconiane e ammiccamenti postneofascisti (tributi ad Almirante), è riuscita in un certo senso a tamponare il ricordo e lo spettro della catastrofica esperienza della giunta Alemanno, e a capitalizzare la rappresentanza del vecchio centrodestra unitario attingendo al serbatoio di voti e di interessi della destra profonda romana.

A beneficiare del tutto sicuramente il Movimento 5 Stelle, probabile vincitore del ballottaggio, con un programma ambiguo (molto lontano dalla chiarezza che si aspettava chi ad esso guardava con favore, primi fra tutti i lavoratori comunali) e reticente su tutte le questioni calde riguardanti l'amministrazione di Roma, questioni che hanno segnato e segnano (e segneranno!) le lotte dei lavoratori di questa città: municipalizzate, privatizzazioni, Salva Roma, lotta per la casa.

Il M5S ha dimostrato sufficientemente, in questi tre anni che segnano la sua ascesa a fenomeno stabile e riconosciuto della politica nazionale, le sue posizioni antioperaie e totalmente indifferenti - quando non nemiche - a ciò che riguarda la giustizia sociale. Nel metodo del dare un colpo al cerchio e uno alla botte, si presenta - anche sul terreno delle politiche sociali - come il nuovo che si contrappone al vecchio.
Sostiene di voler difendere i lavoratori quando i suoi dirigenti sostengono l'inutilità dello strumento sindacale in quanto tale, proponendone il suo scioglimento.
Sostiene che non permetteranno il licenziamento dei tanti precari e precarie comunali, per poi rinviare la soluzione all'attesa di normative e di leggi nazionali.
Sostiene il diritto all'abitare, ma condanna le occupazioni a scopo abitativo.
Sostiene la salvaguardia dei beni comuni, ma dichiara la propria contrarietà a difenderli anche con la forza (essendo la "legalità" il suo unico criterio regolatore).
Sostiene la lotta alla speculazione, ma si ferma ogniqualvolta venga minacciata la sacralità della proprietà privata.
Innalza ad ogni stante il vessillo di una (genericissima) giustizia, ma non dice una parola sulle condizioni di immigrati e profughi.
La campagna elettorale delle amministrative, e quella romana in particolare, ha fatto emergere ancora più nettamente la natura aclassista del M5S, e il profilo in ultima analisi reazionario del suo progetto politico complessivo, che, anche quando si spinge a riconoscere l'esistenza di interessi contrapposti, e quindi a chiamare i lavoratori con il loro nome (invece che "cittadini"), non fornisce nei suoi programmi nessuna reale soluzione ai problemi della stragrande maggioranza di coloro che, a Roma come altrove, vivono sulla loro pelle i problemi causati da un sistema del quale il M5S non vede che l'involucro e le storture esteriori, nella migliore delle ipotesi.

È evidente quanto questo progetto politico trascini e riconduca i lavoratori e le masse dalla parte della compatibilità e della conciliazione con il sistema capitalistico, invece di sospingerli verso un'alternativa complessiva che guardi alle basi dello sfruttamento capitalistico, individuando qual è la vera radice delle ingiustizie e della corruzione dilaganti.
La risposta del M5S, al contrario, non sapendo riconoscere e non volendo nemmeno ammettere il fondamento di classe delle rivendicazioni e dei diritti con i quali è costretto a fare i conti, non può che limitarsi a sbatacchiare ossessivamente e inutilmente il futile ciarpame della "legalità", dell'"onestà", della "trasparenza", fino all'ottundimento.

Come ci insegna in questi giorni la classe lavoratrice francese, solo ponendo al centro potentemente la questione di classe, i lavoratori e gli sfruttati, attraverso le proprie parole d'ordine e le proprie organizzazioni di classe, possono fermare l'attacco capitalista e conquistare con la lotta condizioni di vita migliori per sé stessi e per la stragrande maggioranza della società. 

A fronte di questa situazione, la scelta del Partito Comunista dei Lavoratori non può che essere un convinto appello all'astensione.
Contro due opzioni entrambe in continuità con le politiche economiche e sociali fin qui perseguite, a livello locale e a livello nazionale.
Contro due candidati espressione di una classe avversaria dei lavoratori.
Contro due programmi entrambi ugualmente rovinosi per gli interessi e le aspirazioni dei lavoratori, dei disoccupati, degli immigrati, dei giovani di questa città.
Ma anche contro quella sinistra e quelle burocrazie politiche e sindacali in disarmo che, paralizzando il movimento e la lotta di classe, nella loro incapacità di trovare una soluzione allo stato di arretramento e confusione e di farsi carico della rappresentanza dei lavoratori, in definitiva li ingannano proponendo ad essi il populismo reazionario a cinque stelle come la soluzione, o quantomeno la compensazione, dei loro mali.

Se, come è probabile ad oggi, il M5S vincerà le elezioni comunali di Roma e Virginia Raggi diverrà sindaco, ci piacerà poter ricordare soprattutto a loro il vero programma di Grillo, rilasciato da lui stesso al quotidiano La Repubblica l'11 aprile di quest'anno, in cui senza troppi problemi e scrupoli dichiara riguardo al comune di Roma: «Gli esuberi di personale dentro gli uffici ci saranno per forza» (...) «avremo, e i romani devono saperlo, scioperi, gente che verrà in Comune a chiedere perché, persone che perderanno il lavoro. Non abbiamo il reddito di cittadinanza: se lo avessimo andremmo alla grandissima. Ma devono capire i romani che miracoli qui non li fa nessuno.» (1)

A prescindere da chi sarà il nuovo sindaco e dalla composizione del prossimo consiglio comunale, sappia Grillo fin da ora che in piazza, fra chi lotterà e sciopererà contro i suoi propositi padronali, ci sarà come sempre, ancora una volta, il Partito Comunista dei Lavoratori.

(1)http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/04/11/news/campidoglio_beppe_grillo_sui_dipendenti_negli_uffici_comunali_ci_saranno_esuberi_-137415085/

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

lunedì 2 maggio 2016

Primo maggio in solidarietà a curdi e migranti

Ieri, primo maggio, qualche centinaio di compagni e compagne provenienti da diverse regioni italiane hanno sfilato a Roma, in solidarietà ai migranti e alla resistenza del popolo curdo contro ISIS e governo Erdogan, che proprio ieri si è reso responsabile dell'ennesima uccisione di un manifestante, travolto da un mezzo della polizia, a Istanbul.

Il corteo, circondato da uno spiegamento di forze dell'ordine obiettivamente esagerato, è passato vicino l'ambasciata turca che è stata oggetto di un simbolico lancio di uova di vernice rossa. Sono state poi apposte nelle vicinanze due grandi scritte, "Erdogan terrorist" e "Erdogan boia", prima di proseguire senza intoppi il cammino fino a Porta Pia.

Una delegazione della sezione romana del PCL ha partecipato al corteo, la nostra posizione al riguardo è chiara: apertura delle frontiere ai migranti che scappano da guerra e miseria, pieno sostegno alla lotta dei proletari e rivoltosi curdi e turchi contro Erdogan e integralismo islamico, per una rivoluzione socialista in tutto il Medio Oriente contro fondamentalismo islamico e mire imperialiste dell'occidente.





Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

martedì 26 aprile 2016

25 APRILE AL FIANCO DI OGNI RESISTENZA

La sezione romana del Partito Comunista dei Lavoratori, come ogni anno, ha partecipato alle celebrazioni della Liberazione dal nazifascismo. Anche quest'anno assieme alle forze autenticamente antifasciste della città e alla comunità palestinese, manifestiamo contro istituzioni sempre più accomodanti coi fascisti e contro chi vorrebbe far passare questa data come vuoto ricordo o semplice festività. 

Essere antifascisti e partigiani oggi significa, per noi, lottare al fianco di tutti i popoli minacciati dall'oppressione imperialista, come quello palestinese, al fianco di quelli minacciati dal fascismo islamico dell'ISIS, come quello curdo, significa lottare contro il capitalismo, contro la distruzione del mondo del lavoro, contro gli sfratti e gli sgomberi, contro la guerra e contro la chiusura delle frontiere. 

Resistere significa lottare ancora, ben consapevoli che la società (e la repubblica) in cui ci troviamo a
vivere non è certo la rossa primavera che sognavano i milioni di giovani che presero le armi contro gli oppressori. Quella socialista, quindi, fu la prospettiva tradita dai tanti dirigenti (Togliatti in primis)
che pensarono la Svolta di Salerno, che disarmarono i partigiani comunisti e che concessero l'amnistia per i fascisti. E se oggi ci troviamo a combattere ancora contro razzismo, xenofobia e organizzazioni più o meno dichiaratamente fasciste la responsabilità ricade su questi dirigenti e sui loro epigoni che oggi governano il paese. 

Come comunisti sappiamo bene che l'anti-­‐fascismo o è anche anti-­‐capitalismo o è destinato a perdere: i fascisti sono i cani da guardia dei padroni, rovesciamo i padroni e spezzeremo i fascisti! 

L’ANTIFASCISMO O È DI CLASSE, O È INEFFICACE E SENTIMENTALE PROTESTA.




Partito Comunista dei Lavoratori - Sezione di Roma

domenica 20 marzo 2016

Contro licenziamenti, privatizzazioni, sfratti e sgomberi! Roma non si vende!

18 e 19 marzo sono state due giornate di lotta importanti a Roma. Il 18 Si Cobas, USI-AIT, CUB e SGB hanno dato vita ad uno sciopero molto partecipato. Il Si Cobas ha anche animato un picchetto combattivo di lavoratori per il reintegro di due licenziati politici davanti ai magazzini Fercam. L'azione sembra aver dato parecchie noie in quanto il giorno successivo alcuni lavoratori licenziati e un attivista del Si Cobas sono stati portati in commissariato e denunciati, a loro va la nostra piena, incondizionata solidarietà. 

Il 19, invece, migliaia di giovani, lavoratori, studenti, occupanti sono scesi in piazza al grido di Roma non si vende! Il corteo si è concentrato sulla lotta contro il DUP e l'amministrazione Tronca, contro sfratti, sgomberi e privatizzazioni. Lavoratori e lavoratrici hanno risposto all'appello lanciato e si è dato vita ad un corteo forte, partecipato che ha percorso la città e si è concluso davanti al Campidoglio. 


Spesso si è evocata la Comune e non a caso molta della propaganda si è concentrata sul far passare l'idea di una città in mano ai romani e non a speculatori e padroni. Il PCL ha partecipato con i propri militanti a questo corteo, portando la propria posizione politica e dando il proprio contributo in difesa del mondo del lavoro, del patrimonio pubblico e delle occupazioni sotto attacco (di cui siamo soggetti interessati in quanto la sezione di Roma è ospitata nello Spazio Scialabba, occupato da PCL e CARC quattro anni fa e oggi sotto sgombero). 

Noi crediamo che il primo passo per ottenere veramente una Roma "Comune" sia che i soggetti politici e sociali che rappresentano e difendono gli interessi dei lavoratori si diano un programma politico finalmente indipendente e si organizzino per combattere unitariamente contro padroni e politicanti.


FRONTE UNICO DI LOTTA NEL PIENO RISPETTO DELLE SINGOLE POSIZIONI PARTICOLARI DELLE VARIE ORGANIZZAZIONI!

RESPINGERE DUP E PATTO DI STABILITÀ!

RESPINGERE TUTTE LE PRIVATIZZAZIONI ED I LICENZIAMENTI!

BLOCCARE TUTTI GLI SFRATTI E GLI SGOMBERI!

BLOCCARE I FINANZIAMENTI AI PRIVATI E SOSTENERE ISTRUZIONE E SANITÀ PUBBLICHE E GRATUITE!

ESPROPRIARE LE CASE E GLI STABILI SFITTI DI GRANDI AZIENDE IMMOBILIARI E VATICANO PER GARANTIRE A TUTTI UN TETTO SOPRA LA TESTA!

PER UNA CONSULTA POPOLARE CHE SI OCCUPI DI GESTIRE DEMOCRATICAMENTE LE POLITICHE ECONOMICHE E SOCIALI DELLA CITTÀ!

I PADRONI, A ROMA COME ALTROVE HANNO FALLITO, IL POTERE DEVE ESSERE OPERAIO!

giovedì 10 marzo 2016

Presidio allo spazio Roberto Scialabba

Oggi 10 marzo le realtà che quattro anni fa hanno occupato lo Spazio Roberto Scialabba hanno presidiato il posto a partire dalle sei di mattina in concomitanza con la minaccia di sgombero partita mesi fa e richiesta dall'ente INPS che lo avrebbe in gestione. Già, lo avrebbe, il condizionale è d'obbligo dato che il locale in questione è stato abbandonato (come quasi tutti gli altri locali dell'INPS e di altri enti nella zona) al degrado e all'abbandono per più di venti anni. In quattro anni i compagni e le compagne del PCL, e di altre organizzazioni politiche hanno trasformato un rudere in una sede politica che ha ospitato assemblee di lavoratori, studenti, disoccupati e iniziative aggregative di ogni genere, lo hanno ristrutturato e si sono presi carico di sottrarlo alla misera condizione in cui versava. 

In queste settimane di mobilitazione in difesa dello spazio in questione molti compagni e abitanti hanno espresso concretamente e con le parole la propria solidarietà, solidarietà che non è mancata nemmeno stamattina: decine di militanti e abitanti giovani e meno giovani hanno partecipato al picchetto, incuranti delle minacce e delle intimidazioni di enti e istituzioni che, grazie al clima politico pesante e alla gestione aggressiva del commissario Tronca, hanno iniziato una campagna di sgomberi e sfratti senza precedenti per una città in cronica emergenza abitativa.


Oggi, nonostante la presenza della DIGOS, non c'è stato lo sgombero, la battaglia non finisce, continueremo il nostro lavoro politico per collegare le vertenze e costruire un fronte delle lotte sia dei lavoratori che delle occupazioni, perché l'attacco che tutti stiamo subendo è l'attacco dei padroni contro i poveri ed i proletari. Non abbiamo intenzione di osservare inerti mentre la borghesia, le aziende immobiliari e i costruttori si mangiano i quartieri e sprofondano larghi strati di società nella miseria.

NESSUNO SGOMBERO O SFRATTO DEVE ESSERE ACCETTATO SENZA COMBATTERE!
FRONTE UNICO DI LOTTA CONTRO IL MASSACRO SOCIALE E LA REPRESSIONE!
LO SPAZIO SCIALABBA NON SI SGOMBERA!

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

lunedì 29 febbraio 2016

IL 136 NON SI TOCCA

Dopo il sacco di Roma messo in atto dalla giunta Rutelli-Veltroni-Alemanno-Marino, il Prefetto Tronca sta colpendo con la cinica durezza poliziesca le sacche di resistenza rimaste, che lavoratori, studenti, disoccupati - gli sfruttati in generale - stanno mettendo in atto per opporsi in modo più o meno cosciente, alla logica dello sfruttamento, della sopraffazione e del profitto che dilaga in tutta Italia e a Roma in particolare.

Così, dopo gli sgombri di occupazioni abitative e i sequestri di centri sociali, arrivano i sigilli allo Spazio 136 - Roberto Scialabba, un locale che dopo essere rimasto chiuso per oltre 25 anni, è stato riaperto e ristrutturato da diverse realtà politiche e sociali - in particolare il PCL e i CARC - e restituito al quartiere come un punto di riferimento per molte vertenze lavorative e sociali romane.

Per ricordare il barbaro assassinio di Roberto Scialabba, da parte dei fascisti, e per costruire un fronte unico contro la reazione che vuole colpire lo Spazio 136, si sono tenuti ieri un prsidio a piazza Don Bosco e un'assemblea molto partecipata (di seguito alcune foto della stessa) in cui si è discusso con le altre forze politiche di classe della zona come opporsi unitariamente all'attacco che stiamo subendo come organizzazioni di sinistra presenti nelle periferie romane.


Le lotte dei lavoratori, dei disoccupati, degli studenti non si sgomberano!

Per un fronte unico di lotta che argini l'attacco padronale capitanato, attualmente, dal commissario Tronca!

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

sabato 30 gennaio 2016

America latina tra crisi economica e crisi politica: il ruolo del marxismo rivoluzionario

Video dell'assemblea pubblica organizzata dalla sezione di Roma del Partito Comunista dei Lavoratori con il compagno Osvaldo Coggiola, dirigente del Partido Obrero argentino, storico e intellettuale trotskista.




venerdì 29 gennaio 2016

COMUNE DI ROMA: NON CEDERE, CONTINUARE LA LOTTA!


Il 27 gennaio lavoratori e lavoratrici del comune di Roma e delle municipalizzate (organizzati dalle sigle del sindacalismo di base) hanno protestato ancora una volta davanti Montecitorio contro il Documento Unico di Programmazione e il Patto di stabilità che mette a rischio salari, posti di lavoro e, ovviamente, tutti i principali servizi pubblici vitali per una città come Roma.

Il prefetto Tronca è stato chiaro dichiarando, in perfetta continuità con la giunta Marino, che le privatizzazioni «s'hanno da fare». Ed è questo il nodo principale della questione, qualunque giunta salirà al Campidoglio in seguito alle comunali di giugno dovrà rispettare il patto di stabilità, attaccare i lavoratori e far felici i pochissimi che si avvantaggeranno del trasferimento dal pubblico al privato. Lo snodo fondamentale a questo punto della lotta è capire, come pure si è potuto constatare in alcuni interventi dalla piazza, che non esiste nessuna amministrazione ‘amica’ del mondo del lavoro dipendente perché, a prescindere dal colore politico, tutti dovranno rispettare il diktat del pareggio di bilancio e nessuno toccherà gli interessi dei pochi privilegiati (costruttori, grandi manager, privati e Vaticano) che tengono in mano questa città; tutti, invece, chiederanno il voto ai lavoratori per poi dissanguarli.

L'unico programma che serve agli sfruttati è quello che ponga i loro interessi al primo posto: il rigetto in toto della legge di stabilità e del DUP, la tassazione progressiva dei grandi capitali (a cominciare da quelli immobiliari e del Vaticano) con il quale finanziare un piano di nuovo lavoro che occorrerebbe per migliorare trasporti, sanità, asili nido; un programma, insomma, di classe.

Dalla piazza si è anche avvertita una certa comprensibile stanchezza dopo mesi e mesi di trattative estenuanti, ma non bisogna cedere allo scoramento. I lavoratori sono la forza motrice della società e possono, unendosi e radicalizzando la propria lotta, far retrocedere il governo. Per farlo si dovrà lavorare per connettere le vertenze locali, creare un fronte unico di lotta su basi di classe e respingere al mittente ogni tipo di inganno e contrattazione al ribasso.

Come PCL siamo stati e saremo sempre al fianco dei lavoratori, perché solo la lotta dei lavoratori può strappare un risultato.

NON CEDERE ALLA STANCHEZZA E ALLA PAURA!

DIVISI NON POSSIAMO NULLA, UNITI POSSIAMO AVERE TUTTO!

RIGETTARE LA LEGGE DI STABILITÀ, LA CRISI LA PAGHI CHI SI È ARRICCHITO FINORA SULLE SPALLE DI TUTTI!

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma