martedì 16 giugno 2015

Al fianco dei lavoratori e di nessun altro


Ieri, 15 giugno 2015, come sezione romana del partito comunista dei lavoratori abbiamo partecipato con la nostra bandiera e un nostro volantino al presidio per pretendere le dimissioni del consiglio comunale, ormai irreversibilmente compromesso da mafia capitale e la cui popolarità è andata distrutta dalle misure lacrime e sangue sui dipendenti pubblici. Abbiamo inteso la nostra presenza null'altro come la continuazione del nostro impegno al fianco dei lavoratori in difficoltà e non certo per dare visibilità o un qualche tipo di appoggio a chi in quella piazza ci stava, a nostro parere, per capitalizzare un futuro e probabile scioglimento del comune per accaparrarsi la maggioranza al consiglio comunale (Movimento 5 Stelle in testa, ma anche Alfio Marchini noto imprenditore romano). In quest'ottica giudichiamo un azzardo da parte dei sindacati di base aver dato molto spazio alla possibile futura nuova amministrazione a cinque stelle, tanto più che si parla di un partito che si è espresso a più riprese per l'abolizione del sindacato in quanto tale (http://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=4298). Il tempo ci darà le risposte, noi rimaniamo convinti che nessuna amministrazione borghese possa dare le case a chi non le ha, dare lavoro a chi ne è privato, difendere salari e tutele. Tutto questo può solo essere conquistato con la lotta organizzata di lavoratori, studenti, disoccupati contro il sistema capitalista ed è in questa prospettiva che continueremo ad appoggiare scioperi e manifestazioni dei lavoratori.

di seguito il testo del volantino distribuito in piazza:


CONTRO LA MAFIA DEL CAPITALE! 
SOLO LA LOTTA DEI LAVORATORI PUÒ FARE PULIZIA! 

“Se resta sindaco Marino se magnamo Roma” così si esprimeva una dei capi della Cupola romana di Mafia Capitale, Salvatore Buzzi, ex presidente della Cooperativa 29 giugno, in merito alla situazione politico istituzionale di Roma. Una situazione politica che, dalle carte dell’inchiesta, risulta essere bipartisan ai fini delle mire espansionistiche della Mafia Romana. La filosofia del vero sindaco di Roma, l’ex Nar Massimo Carminati e capo della Cupola ( “e allora mettete la minigonna e va’ a batte’ con questi, amico mio”; “ perché tanto in strada comandiamo noi”, rivolto a Buzzi), palesa un intreccio tra casta politica e capitale criminale dove è quest’ultimo ad avere il libro paga della prima. Mafia Capitale aveva un variegato giro d’affari: dalle speculazioni sui campi Rom e sui rifugiati, agli appalti per il comune fino al finanziamento delle campagne del centro-destra e del centro-sinistra. Nella tarda primavera del 2013 il fascista Carminati e il ras delle Cooperative Buzzi, dopo aver sovvenzionato la campagna elettorale di Alemanno, consapevoli di una sua eventuale sconfitta, decisero di sovvenzionare la campagna dell’attuale sindaco Marino con due versamenti da 10.000 e 20.000 euro. Il piano mafioso proseguiva con gli stipendi che la Cupola elargiva (6-7.000 euro al mese) ai consiglieri comunali per l’ottenimento di favoreggiamenti soprattutto negli appalti. Sui migranti, i fascio-mafiosi intascavano dai 30 ai 45 euro a persona. Il traffico di droga rende meno, affermava orgoglioso Buzzi. La Cooperativa 29 giugno entrando nell’Emergenza Nord Africa riusciva infatti a mettere le mani su 1 miliardo e 300 milioni di euro, così come, sul versante campi rom. Stando alle intercettazioni, infatti, il piano di ristrutturazione del campo La Barbuta, affidato al colosso francese LeRoy Merilin che, in cambio di un lauto finanziamento di 10 milioni di euro, otterrebbe la concessione di un terreno per costruire un nuovo centro commerciale. Le mani di Mafia Capitale erano ben inserite nell’aula Giulio Cesare, come dimostrano recenti indagini. L'appalto per la ristrutturazione dell'aula è stato infatti affidato, con l'aiuto dei soliti noti Buzzi e Carminati, a una ditta edile il cui padrone era già stato perquisito per turbativa d'asta. In tutto questo il sindaco Marino gioisce per aver sostituito quattro assessori indagati.

Come sezione romana del Partito Comunista dei Lavoratori chiediamo le dimissioni della giunta Marino, consapevoli che non è la Mafia la causa bensì il sistema capitalista che la genera; solo abbattendo il sistema capitalista fondato sulla logica del profitto si può togliere terreno fertile alla Mafia, la quale come una metastasi prolifera nel corpo malato del sistema del profitto.

È una vergogna che oggi partiti xenofobi o filo-fascisti come la Lega Nord, ( che oggi chiede la ruspa sui campi Rom o il blocco navale in Libia e quando era al governo incentivava le pratiche politiche che hanno portato a Mafia Capitale) si facciano promotori di azioni moralizzatrici delle vicende romane. D'altro canto il problema del malaffare e della corruzione non si risolve, come dice il Movimento 5 Stelle, con il respingimento dei migranti che scappano dalle guerre causate direttamente o indirettamente dall’imperialismo del capitale occidentale o lo scioglimento dei sindacati (fermo restando la critica alle burocrazie).

La nostra richiesta di scioglimento immediato del Consiglio Comunale va di pari passo con la nazionalizzazione dell’industria edile e dei lavori pubblici, l’accoglimento dei migranti che scappano dalle guerre create dai capitalisti, il controllo dei lavoratori sui deputati del Consiglio Comunale in modo tale che essi siano sempre revocabili e responsabili. Sappiamo che queste richieste non saranno il frutto di una vittoria elettorale e per questo invitiamo i lavoratori e le lavoratrici di Roma e d’Italia, italiani e stranieri a organizzarsi per costruire un proprio programma politico autonomo ed indipendente dai partiti della borghesia.

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma