mercoledì 20 maggio 2015

Continua la lotta dei Vigili del Fuoco

Il 13 maggio, dopo circa sette mesi, si è tenuta a Roma una nuova manifestazione nazionale dei discontinui Vigili del Fuoco organizzata stavolta dall'USB, contro le misure volute dal governo (di cui abbiamo già discusso qui).


A quasi sette mesi dalla precedente manifestazione nazionale è forse utile cercare di trarre un bilancio. Un anno fa alla guida del presidio potevano porsi personaggi che, forse sperando in una carriera politica, cercavano di blandire i colleghi proponendo accordi a ribasso e non criticando neppure i tagli del governo e i richiami a 14 giorni. Da allora si è guadagnato in consapevolezza. La manifestazione di questo 13 maggio, anche grazie alla collaborazione dell'USB, unico sindacato che si è opposto ai tagli, è risultata più credibile. Il corteo, iniziato con un presidio davanti al Viminale, è proseguito col blocco di una strada adiacente ed ha poi raggiunto Montecitorio. Il dispiegamento di forze dell'ordine, che con decine di agenti perimetravano costantemente il corteo e successivamente deviavano lo stesso due volte con l'intento, forse, di non far raggiungere ai vigili del fuoco il palazzo di Montecitorio, è stato significativamente più intenso rispetto alla scorsa manifestazione, nonostante il numero dei discontinui in piazza (alcune centinaia) non sia sostanzialmente cresciuto.

Tutto questo, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente. Un attacco frontale e spregiudicato come quello del governo ha bisogno di una risposta adeguata. Troppe volte l'esperienza ha dimostrato, a spese dei lavoratori, che la strategia del dialogo con le istituzioni e dei compromessi è destinata a fallire, se non è sostenuta da una forte mobilitazione che minacci concretamente gli interessi della classe dominante. Di Battista potrà anche aver strappato qualche applauso sbandierando la proposta di legge del Movimento Cinque Stelle ed elencando gli inquisiti in Parlamento, ma i lavoratori non devono dimenticare che queste promesse possono rivelarsi carta straccia, se non hanno alle spalle una mobilitazione radicale e di massa. Perché questo avvenga il fronte dei lavoratori deve rimanere unito. Le promesse del politicante di turno, come le proposte di stabilizzazione con limiti di età, possono essere funzionali a generare confusione e divisione tra i discontinui.

Da parte nostra sosterremo con tutte le forze che possiamo mettere in campo la loro mobilitazione augurandoci che i discontinui Vigili del Fuoco sapranno unire le loro rivendicazioni a quelle di altre categorie colpite duramente da tagli imposti dallo strozzinaggio delle banche, grazie ad una classe politica parassitaria che ha ben chiaro quali interessi servire.

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma