sabato 17 gennaio 2015

Viva la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici del comune!

Continuano a Roma le lotte dei dipendenti comunali contro il contratto decentrato. Il 15 gennaio le maestre d'asilo sono scese di nuovo in piazza per chiedere la sospensione di provvedimenti che, se approvati, vedranno aumentare gli orari di lavoro e diminuire le paghe per mezzo dei tagli ai salari accessori. Forte, all'interno del corteo, la presenza delle maestre precarie che, dopo anni di incertezze e sacrifici, anziché ottenere una risposta dalla giunta Marino, rischiano l'ulteriore aggravarsi di una situazione già insostenibile.
Nel dare il nostro sostegno a questa mobilitazione siamo rimasti colpiti dall'intensa partecipazione delle maestre e riconosciamo all'USB la capacità di aver organizzato un corteo ancora più massiccio di come ce lo saremmo aspettato. La determinazione delle lavoratrici delle scuole d'infanzia e degli asili nido è stata tale da forzare l'apertura del cancello che separava il corteo dal palazzo in cui si teneva l'incontro tra l'istituzione comunale e i rappresentanti sindacali, mentre i bambini erano lì a ricordare l'importanza di un servizio fondamentale per la comunità - in special modo per chi non ha la possibilità di ricorrere a strutture private - e i rischi che esso corre a causa degli aumenti degli orari proposti dai nuovi provvedimenti.

Ma anche all'interno di una mobilitazione forte ed incisiva come questa c'è stato chi ha esortato le lavoratrici, dopo che queste hanno forzato l'apertura del cancello, a sedersi per non rischiare di «essere scambiati per rivoluzionari bolscevichi».

Bisognerebbe chiedere a quelle lavoratrici cosa hanno ottenuto da vent'anni di "pacato" riformismo; bisognerebbe chiedere a tutte le precarie presenti in quella piazza se le loro aspettative sono migliori di quelle dei loro genitori; bisognerebbe chiedersi, infine, se questa lunga stagione, ormai peraltro conclusa, di "pacata" concertazione e garbato "dialogo" con le istituzioni abbia davvero prodotto buoni frutti. Quelle lavoratrici, forse, se lo sono chiesto e non si sono sedute, sono rimaste in piedi contro il portone. La realtà è che i diritti del lavoro stanno subendo da decenni ormai un arretramento spaventoso, colpo dopo colpo. Noi pensiamo che, di fronte allo sfacelo dei tre sindacati confederali, i lavoratori d'avanguardia e quei lavoratori che, anche oggi, lontano dai riflettori, stanno dimostrando disponibilità alla lotta, debbano far tesoro di queste riflessioni e darsi risposte nuove. Non è mostrando la propria cortesia, ma mostrando la propria forza che i lavoratori potranno strappare qualcosa alla borghesia e alle sue istituzioni.


La trattativa, intanto, si è arenata proprio grazie alle determinate mobilitazioni di lavoratori e lavoratrici. Il PCL rimarrà al fianco dei dipendenti nell'ottica del totale respngimento del contratto decentrato.

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma