venerdì 19 settembre 2014

IL PCL A FIANCO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI E-CARE



Questo 30 Settembre la società Acea a seguito dell’emissione di un bando cesserà l’affidamento del servizio di assistenza telefonica e back-office all’azienda E-care, mettendo di fatto a rischio il posto di lavoro dei 420 dipendenti di quest’azienda.
E’ importante sottolineare che circa l’80% del corpo dei dipendenti in E-care è a tempo indeterminato, avendo beneficiato delle regolarizzazioni degli anni passati, a riprova (se ancora ne servissero altre) che non possono esistere per i lavoratori conquiste tanto sicure da resistere alle logiche del profitto: di fatto il lavoratore dall’esperienza decennale si trova nella stessa incertezza del lavoratore somministrato.
Le stesse logiche a cui non può resistere neanche Ignazio Marino (il comune di Roma è azionista di maggioranza Acea), a suo tempo salutato come la nuova, ennesima, speranza riformatrice a sinistra, ma che si è rilevato anche in questa occasione il solito bluff ai danni dei lavoratori romani, avallando una gara d’appalto che passa letteralmente sopra la pelle dei lavoratori E-care. Tale gara infatti non prevede alcuna clausola sociale (cioè non vi è appunto alcuna garanzia per i dipendenti E-care) o territoriale (la commessa potrebbe tranquillamente essere spostata all’estero). Il tutto in nome dell’abbattimento dei costi, cioè come sempre tutto in nome del profitto.
Di fronte a questo scenario rimaniamo particolarmente sconcertati dalla reazione dei sindacati, che in una dichiarazione pubblica unitaria (CGIL, UIL e CISAL-Comunicazione) si esprimono in questi termini:
“Il bando indetto da Acea per l’assegnazione del servizio di contact center è una cosa sacrosanta, prevista dal principio del libero mercato (SIC!); ciò che non va sono invece i criteri di aggiudicazione decisi dal bando […] uno degli aspetti caratteristici del settore del call center sono le gare al massimo ribasso. Perché sono possibili e sono così peculiari per questo settore? Tutto dipende dal costo del lavoro (gli stipendi) che incide per l’85% (marginali sono invece gli oneri per le attrezzature di lavoro e le spese generali). Che dei committenti privati sfruttino queste logiche per risparmiare, anche a discapito della qualità del servizio fornito ai propri clienti, è duro da digerire ma ci può stare. Invece che lo faccia un Ente Pubblico è inaccettabile, perché le gare al massimo ribasso compromettono la qualità del servizio (che è un servizio pubblico), e la qualità è un obbligo previsto dalla normativa sui contratti pubblici.”
Questo comunicato, a prescindere da come si evolverà la faccenda E-care, dimostra quanto anche la CGIL, al di là di ogni possibile dichiarazione, sia ormai totalmente sussunta alla mentalità padronale. Sostanzialmente, per le organizzazioni sindacali, il problema non sta nel fatto che un’azienda in genere pur di guadagnare due soldi passi sopra le vite di centinaia di persone, ma che un’azienda pubblica, in quanto tale, non può fare profitto compromettendo gli standard di qualità! Il punto di partenza sarebbero le leggi e il convincere i politici borghesi (magari gli stessi che nel tempo hanno sostenuto e sostengo le peggiori politiche di rapina ai danni degli stessi lavoratori) che mantenere questa situazione porterebbe all’azienda più profitto.
Il Partito Comunista dei Lavoratori muove da posizioni diametralmente opposte. Per noi la carta vincente può essere solo l’organizzazione indipendente dei lavoratori e la loro volontà di condurre una lotta radicale per la difesa del posto di lavoro. L’esempio da seguire sta nei facchini dell’aeroporto di Fiumicino, nei lavoratori della logistica in Emilia! Sono queste le forme di lotta che strappano risultati! A tale lotta non può che corrispondere solo un programma di rivendicazioni altrettanto radicali che, dopo anni di compromessi e sconfitte, metta finalmente al centro il mondo del lavoro.
Nel caso di E-Care rivendichiamo:
- Blocco del bando, perché molto più importante del libero mercato sono i lavoratori e i loro bisogni;
- Nazionalizzazione di Acea senza indennizzo per i grandi azionisti e sotto controllo dei lavoratori, perché è l’unico modo di rendere Acea veramente al servizio di chi ci lavora e di chi ne usufruisce;
- Nazionalizzazione di E-care senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori, perché solo così i lavoratori potranno assicurarsi un lavoro stabile e dignitoso;
- Assunzione di tutti i lavoratori con contratto di apprendistato e in somministrazione a tempo indeterminato, perché non si può costruire il proprio futuro di rinnovo in rinnovo.

Siamo ben consapevoli di quanto scetticismo e diffidenza possa accompagnare un programma del genere, complici anni di “realismo a ribasso” portati avanti dalle sinistre politiche e sindacali negli ultimi decenni, ma, nei fatti, a cosa ha portato questo “realismo”? All’incertezza del posto di lavoro, alla precarietà, alle organizzazioni dei lavoratori ridotte al ruolo di mediatori col padronato e sue appendici politiche, e ad anni di contrattazioni a perdere!
Sappiamo benissimo che le nostre rivendicazioni non sono compatibili con le attuali “regole del gioco” che impone il mercato, ma a questo punto chiediamo ai lavoratori e alle lavoratrici E-care di guardare la situazione davvero con realismo, e chiediamo loro: è più importante difendere il proprio posto di lavoro o continuare a subire sconfitte e arretramenti pur di muoversi nell’ambito di un sistema sbagliato?
Il Partito Comunista dei Lavoratori sarà ovviamente sempre e comunque a fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici E-care, qualunque iniziativa intendano loro intraprendere, sostenendo la loro giusta lotta e cercando di portate la propria soluzione rivoluzionaria in una realtà lavorativa così importante per la città di Roma.

Partito Comunista dei Lavoratori Sez. - “Vito Bisceglie” Roma