venerdì 20 giugno 2014

No alla chiusura di T9!

Dopo la soppressione di Romauno TV, un’altra emittente locale romana è stata colpita dalla scure dei padroni: T9. Dopo un velocissimo cda, da far invidia alle pratiche di Marchionne, la presidentessa dimissionaria Rosabianca Caltagirone ha iniziato la liquidazione dell’azienda licenziando i lavoratori dell'emittente. Naturalmente nessun dipendente, come spesso accade, era informato della nuova "linea editoriale", fino a stamane, quando un licenziamento collettivo partito il 16 giugno è stato recapitato al sindacato dei giornalisti romani.

Emittente storica dell’editoria romana non solo per gli approfondimenti locali (un vero patrimonio), ma anche per l’informazione e le inchieste sulle amministrazioni, oggi T9 segue le sorti di quei non pochi giornali e tv pubbliche e private che, dopo aver spremuto fino in fondo lavoratori quasi sempre precari e sottopagati (se pagati), vengono "smaltite" con pochi complimenti, ovviamente non prima di aver fatto cassa sui lavoratori e, se possibile, aver adeguatamente speculato. I casi delle tv pubbliche greca e valenziana sono esemplari, anche e soprattutto per i risvolti che hanno sui legami con un potere politico borghese sempre più in crisi, esattamente quanto il modello economico che è chiamato a sorreggere e difendere.  

Come Partito Comunista dei Lavoratori non solo esprimiamo la solidarietà ai lavoratori di T9, ma invitiamo gli stessi a perseguire con ogni mezzo la difesa del loro posto di lavoro. Saremo al loro fianco.

PCL - Roma