mercoledì 19 febbraio 2014

Il 28 febbraio, una giornata di lotta

Invitando tutti e tutte al corteo in memoria di Roberto Scialabba il prossimo 28 febbraio a via Calpurnio Fiamma, quartiere Cinecittà, riproponiamo l'articolo uscito su questo stesso blog il 28 febbraio scorso. Roberto vive!



Il 28 febbraio 1978 Roberto Scialabba, ragazzo 24enne militante nel quartiere popolare di Cinecittà, viene freddato a colpi di pistola da un gruppo di fascisti mentre sosta in piazza Don Bosco.
Il commando, partito dall'EUR e composto da cinque membri, agisce in maniera bestiale e demente, come ci si aspetta da terroristi neri: la spedizione vuole colpire i compagni responsabili della strage di Acca Larenzia, non trovandoli, il branco si sfoga colpendo un gruppo di giovani colpevoli di star fumando in piazza e di avere un "aspetto" di sinistra.

A morire è Roberto Scialabba, giustiziato a sangue freddo dal gruppo comandato dal terrorista Fioravanti. Nonostante la rivendicazione politica seguente all'assalto i quotidiani borghesi trattarono il caso come un omicidio nell'ambito di un regolamento di conti tra bande criminali per il controllo del mercato dell'eroina.

Il 28 febbraio per i militanti e i comunisti del quartiere non può e non deve essere una semplice giornata del ricordo. Rappresenta molto di più. Rappresenta di più perché le lotte che portava avanti Roberto Scialabba sono le nostre lotte.

Perché Roberto è morto a due passi dall'edificio occupato che frequentava e nel quale militava, e l'emergenza abitativa è rimasta in questo come in molti altri quartieri di Roma. Piaga contro cui lottiamo ogni giorno, aprendo le serrande di Via Calpurnio Fiamma, chiuse da anni perché non produttive nelle logiche del capitale.

Perché Roberto è morto sotto il piombo fascista, e le organizzazioni fasciste esistono ancora, e sono più forti che mai, come dimostrano le schede elettorali delle elezioni di Febbraio, con ben tre partiti che si definiscono tali. Piaga contro cui lottiamo ogni giorno nelle scuole e nelle università.

Perché Roberto è morto per il suo impegno politico, ma i quotidiani borghesi, per tentare di svuotare di significato il fatto, lo accomunarono a un delinquente comune, uno spacciatore di eroina. Una piaga, quella della deformazione dell'informazione, che esiste ancora e infanga molti altri compagni arrestati e condannati, oggi, per il proprio impegno politico, che vengono declassati come esagitati violenti, teppisti da strada che meritano la galera e le torture del sistema carcerario.

Ecco cosa dovrebbe rappresentare questa giornata: ricordiamo Scialabba portando avanti le lotte che devono essere necessariamente combattute perché non sono ancora vinte. E' per questo che aderiamo al corteo del 28 febbraio come Partito Comunista dei Lavoratori e Spazio Aperto Roberto Scialabba.
Pensiamo che tali battaglie possano essere vinte solo con una lotta e una mobilitazione che dia casa e lavoro a chi non ne ha, distrugga il potere borghese e sciolga i gruppi fascisti al servizio dei padroni.

La lotta continua.
Solo la rivoluzione cambia le cose.

PCL Sezione di Roma "Vito Bisceglie"