venerdì 28 novembre 2014

Al fianco dei lavoratori del comune di Roma. Il contratto decentrato non deve passare!

Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori e lavoratrici municipali che stanno lottando con presidi, scioperi e manifestazioni contro l'introduzione del contratto decentrato.
Abbiamo partecipato, sostenendoli, agli ultimi due presidi a Piazza Venezia ed al Campidoglio.

La lotta dei lavoratori coinvolge maggiormente sindacati di base e conflittuali e collettivi di lavoratori autorganizzati. Rivendicano il respingimento in toto del suddetto contratto, che porterebbe a un forte taglio salariale e a un aumento dei carichi di lavoro che si ripercuoterebbe inevitabilmente in servizi già allo stremo per la sciagurata campagna di tagli al personale e chiusure di uffici portata avanti dalle ultime giunte; campagna che non esitiamo a definire di vera e propria guerra ai lavoratori. Sotto lo slogan truffa dell'"efficientamento della pubblica amministrazione" e con l'alibi del buco di bilancio e del patto di stabilità interno, la giunta Marino - con SEL totalmente allineata al PD e al sindaco - ha assestato colpi micidiali per quanto riguarda tagli e dismissioni di municipalizzate, salario accessorio e riduzione dei permessi sindacali (già dimezzati dal governo Renzi).  

Ad aggravare una situazione già abbastanza preoccupante e tesa, si aggiunge l'impossibilità delle RSU a partecipare o anche solo presenziare alle trattative sindacali. Ovviamente, l'amministrazione vuole trattare con le sole burocrazie, per avere il meno possibile a che fare con chi queste ripercussioni le subirà sulla propria pelle. 

Dopo l'ultima manifestazione, l'amministrazione ha espresso la possibilità di sospendere il contratto e rinviare la decisione al 2015. 
La palese illegittimità riscontrata nei contratti decentrati, anche in termini di mera legalità borghese, rende il tutto uno schiaffo arrogante a tutti i lavoratori e le lavoratrici che erogano servizi essenziali per la collettività (pensiamo, per fare solo un piccolo esempio, agli asili pubblici).
Il colpo di mannaia della giunta (e del governo) si ripercuoterebbe su tutta la cittadinanza, e rende ovvia l'assoluta necessità di raggrupparsi intorno a questi lavoratori per combattere insieme una battaglia che, nonostante presenti enormi difficoltà, non può essere abbandonata o lasciata ai soli uomini e donne che vedranno il proprio lavoro umiliato e la propria situazione economica ancor più precaria di quanto non sia già. 

Continueremo a combattere al fianco dei lavoratori capitolini senza risparmiarci, perché abbiamo il dovere di difendere loro ed i servizi essenziali che offrono a centinaia di migliaia di famiglie. 


Respingiamo il governo locale e nazionale sul terreno della lotta! 
Combattiamo Marino e le sue politiche di austerity e liberismo!
Convochiamo assemblee di lavoratori municipali per ogni luogo di lavoro!
Costruiamo coordinamenti di tutti i settori in lotta!

PCL Roma

sabato 8 novembre 2014

Migliaia in piazza per Stefano Cucchi

Questa sera migliaia di persone hanno presidiato Piazza Risorgimento, davanti al Consiglio Superiore della Magistratura, per la fiaccolata "mille candele per Stefano Cucchi", a cui abbiamo aderito come sezione romana del Partito Comunista dei Lavoratori, organizzato da ACAD (associazione contro gli abusi in divisa) e la stessa famiglia Cucchi.

La  situazione esplosa attorno al caso Cucchi investe a fondo la giustizia “borghese” e fa riflettere il popolo. Molti sono i commenti di sdegno, anche se la politica di governo (non a caso) glissa o ridimensiona, quando non arriva addirittura a coprire spudoratamente i responsabili o offendere le vittime. La credibilità della giustizia borghese -ovvero la giustizia di pochi privilegiati- presso l’opinione pubblica resta immutata, come per il caso Aldrovandi, Diaz, Bifolco e innumerevoli altri. La crisi del sistema non riguarda semplicemente gli scandali ricorrenti e le palesi compromissioni del potere politico, bensì la sua spudorata auto assoluzione. 

Il caso Cucchi è in realtà la difesa ad oltranza dello stato capitalista e delle sue ramificazioni, primi tra tutti i "tutori dell'ordine" che si configurano, di fatto, come un’associazione non giudicabile sigillata e protetta. Si sa che per sopravvivere un sistema è disposto ad autoassolversi anche di fronte all'evidenza dei fatti, ma tutto questo non durerà in eterno. Tutti noi sappiamo chi è stato ad uccidere Stefano Cucchi e le migliaia di persone in piazza oggi gridano forte e chiara questa verità.


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - ROMA

domenica 2 novembre 2014

Manifestazione in sostegno della lotta Curda

Il PCL solidarizza con  lotta dei compagni e delle compagne curde contro l'ISIS e le potenze imperialistiche che lo hanno foraggiato e sostenuto. Kurdistan libero! Kurdistan rosso!

(di seguito alcune foto della manifestazione del 1 novembre in sostegno dei resistenti di Kobane)





lunedì 27 ottobre 2014

Manifestazione CGIL 25 ottobre

Di seguito alcune foto dello spezzone della sinistra CGIL a cui il PCL ha partecipato, chiedendo a gran voce in Piazza San Giovanni lo sciopero generale e contestando le burocrazie.






domenica 28 settembre 2014

Il PCL solidarizza con gli autisti sospesi dal lavoro

Due autisti e delegati USB del trasporto pubblico locale romano, settore privato (azienda Trotta Bus Service), sono stati sospesi dal lavoro e ora sono a rischio licenziamento per aver rilasciato un'intervista in cui venivano rese pubbliche le loro condizioni lavorative. La ritorsione del padrone, come sempre, è stata immediata. Nessuno però punisce queste aziende private che quotidianamente offrono un servizio scadente (per non dire inesistente), non rispettano i requisiti minimi di sicurezza mettendo a rischio l'incolumità dei passeggeri e ovviamente calpestano i diritti dei lavoratori. Tutto questo con la complicità e il silenzio delle istituzioni e dei partiti di destra e centrosinistra (PD, SEL), i quali vogliono invece aumentare la quota di servizio da dare in gestione ai privati, quando è stato dimostrato che i servizi appaltati costano alla collettività più del doppio e offrono un servizio ancora più scadente, nei trasporti come nella sanità e nella scuola.
Come partito di classe, denunciamo ancora una volta, anche su questa vicenda, il silenzio della CGIL, totalmente disinteressatasi delle sorti dei due lavoratori, tanto da non emettere neanche un comunicato di poche righe, come se ci fossero lavoratori di serie A e di serie B (i non iscritti alla CGIL).

Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime solidarietà ai due lavoratori e sarà al loro fianco, senza se e senza ma, nella loro battaglia per il reintegro, battaglia che costituisce un altro capitolo, per noi, della guerra alla dittatura dei padroni e degli (im)prenditori contro il mondo del lavoro, la guerra degli sfruttati contro gli sfruttatori.

Per il reintegro immediato dei due lavoratori della Trotta Bus Service!
Contro le persecuzioni e il mobbing dei padroni! 
Nessun posto di lavoro deve essere perso!

Daniele Mochi - PCL Roma

Foto del corteo di solidarietà con la Palestina

Di seguito alcune foto dello spezzone del Partito Comunista dei Lavoratori durante il corteo del 27 settembre in solidarietà con il popolo palestinese.





mercoledì 24 settembre 2014

Solidarietà ai compagni Nunzio e Marco

Come sezione romana del Partito Comunista dei Lavoratori esprimiamo piena, incondizionata solidarietà ai compagni Nunzio e Marco fermati oggi (il primo in carcere, il secondo ai domiciliari) con accuse che vanno da lesioni e resistenza a pubblico ufficiale a procurata evasione nel corso di disordini durante un convegno istituzionale sull'educazione alla diversità nella sede del VII municipio, disordini causati dall'attacco del gruppo fascista "Militia Christi", i fascisti sono rimasti ovviamente fuori dalle indagini. La legge borghese si palesa ancora una volta e molto chiaramente come la legge dei padroni contro la povera gente e contro quegli attivisti che più si espongono contro l'ingiustizia sociale ormai dilagante nei quartieri della città. 

Nunzio e Marco liberi!

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

lunedì 22 settembre 2014

FERMIAMO IL JOBS ACT, MERCOLEDI 24 MANIFESTAZIONE AL SENATO




Mercoledì 24 il Jobs Act arriva in aula al Senato. La discussione che comincia mercoledi contiene l'attacco più sistematico e brutale dell'Unione Europea e del governo Renzi contro i diritti dei lavoratori di oggi e dei lavoratori di domani. Vogliono imporre un futuro di precarietà e bassi salari per tutti e la fine di ogni contrattazione e tutela collettiva per i lavoratori. Mentre si vanno definendo le mobilitazioni generali nelle prossime settimane, mobilitiamoci già da subito per far sapere a Renzi e alla Troika che non potranno procedere senza incontrare resistenza e conflitto sociale nel paese. Il Controsemestre popolare e di lotta invita tutti e tutte mercoledi 24 settembre a protestare al Senato. Appuntamento alle 16.30 in Piazza delle Cinque Lune/Corso Rinascimento. 

 Il Controsemestre Popolare

venerdì 19 settembre 2014

IL PCL A FIANCO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI E-CARE



Questo 30 Settembre la società Acea a seguito dell’emissione di un bando cesserà l’affidamento del servizio di assistenza telefonica e back-office all’azienda E-care, mettendo di fatto a rischio il posto di lavoro dei 420 dipendenti di quest’azienda.
E’ importante sottolineare che circa l’80% del corpo dei dipendenti in E-care è a tempo indeterminato, avendo beneficiato delle regolarizzazioni degli anni passati, a riprova (se ancora ne servissero altre) che non possono esistere per i lavoratori conquiste tanto sicure da resistere alle logiche del profitto: di fatto il lavoratore dall’esperienza decennale si trova nella stessa incertezza del lavoratore somministrato.
Le stesse logiche a cui non può resistere neanche Ignazio Marino (il comune di Roma è azionista di maggioranza Acea), a suo tempo salutato come la nuova, ennesima, speranza riformatrice a sinistra, ma che si è rilevato anche in questa occasione il solito bluff ai danni dei lavoratori romani, avallando una gara d’appalto che passa letteralmente sopra la pelle dei lavoratori E-care. Tale gara infatti non prevede alcuna clausola sociale (cioè non vi è appunto alcuna garanzia per i dipendenti E-care) o territoriale (la commessa potrebbe tranquillamente essere spostata all’estero). Il tutto in nome dell’abbattimento dei costi, cioè come sempre tutto in nome del profitto.
Di fronte a questo scenario rimaniamo particolarmente sconcertati dalla reazione dei sindacati, che in una dichiarazione pubblica unitaria (CGIL, UIL e CISAL-Comunicazione) si esprimono in questi termini:
“Il bando indetto da Acea per l’assegnazione del servizio di contact center è una cosa sacrosanta, prevista dal principio del libero mercato (SIC!); ciò che non va sono invece i criteri di aggiudicazione decisi dal bando […] uno degli aspetti caratteristici del settore del call center sono le gare al massimo ribasso. Perché sono possibili e sono così peculiari per questo settore? Tutto dipende dal costo del lavoro (gli stipendi) che incide per l’85% (marginali sono invece gli oneri per le attrezzature di lavoro e le spese generali). Che dei committenti privati sfruttino queste logiche per risparmiare, anche a discapito della qualità del servizio fornito ai propri clienti, è duro da digerire ma ci può stare. Invece che lo faccia un Ente Pubblico è inaccettabile, perché le gare al massimo ribasso compromettono la qualità del servizio (che è un servizio pubblico), e la qualità è un obbligo previsto dalla normativa sui contratti pubblici.”
Questo comunicato, a prescindere da come si evolverà la faccenda E-care, dimostra quanto anche la CGIL, al di là di ogni possibile dichiarazione, sia ormai totalmente sussunta alla mentalità padronale. Sostanzialmente, per le organizzazioni sindacali, il problema non sta nel fatto che un’azienda in genere pur di guadagnare due soldi passi sopra le vite di centinaia di persone, ma che un’azienda pubblica, in quanto tale, non può fare profitto compromettendo gli standard di qualità! Il punto di partenza sarebbero le leggi e il convincere i politici borghesi (magari gli stessi che nel tempo hanno sostenuto e sostengo le peggiori politiche di rapina ai danni degli stessi lavoratori) che mantenere questa situazione porterebbe all’azienda più profitto.
Il Partito Comunista dei Lavoratori muove da posizioni diametralmente opposte. Per noi la carta vincente può essere solo l’organizzazione indipendente dei lavoratori e la loro volontà di condurre una lotta radicale per la difesa del posto di lavoro. L’esempio da seguire sta nei facchini dell’aeroporto di Fiumicino, nei lavoratori della logistica in Emilia! Sono queste le forme di lotta che strappano risultati! A tale lotta non può che corrispondere solo un programma di rivendicazioni altrettanto radicali che, dopo anni di compromessi e sconfitte, metta finalmente al centro il mondo del lavoro.
Nel caso di E-Care rivendichiamo:
- Blocco del bando, perché molto più importante del libero mercato sono i lavoratori e i loro bisogni;
- Nazionalizzazione di Acea senza indennizzo per i grandi azionisti e sotto controllo dei lavoratori, perché è l’unico modo di rendere Acea veramente al servizio di chi ci lavora e di chi ne usufruisce;
- Nazionalizzazione di E-care senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori, perché solo così i lavoratori potranno assicurarsi un lavoro stabile e dignitoso;
- Assunzione di tutti i lavoratori con contratto di apprendistato e in somministrazione a tempo indeterminato, perché non si può costruire il proprio futuro di rinnovo in rinnovo.

Siamo ben consapevoli di quanto scetticismo e diffidenza possa accompagnare un programma del genere, complici anni di “realismo a ribasso” portati avanti dalle sinistre politiche e sindacali negli ultimi decenni, ma, nei fatti, a cosa ha portato questo “realismo”? All’incertezza del posto di lavoro, alla precarietà, alle organizzazioni dei lavoratori ridotte al ruolo di mediatori col padronato e sue appendici politiche, e ad anni di contrattazioni a perdere!
Sappiamo benissimo che le nostre rivendicazioni non sono compatibili con le attuali “regole del gioco” che impone il mercato, ma a questo punto chiediamo ai lavoratori e alle lavoratrici E-care di guardare la situazione davvero con realismo, e chiediamo loro: è più importante difendere il proprio posto di lavoro o continuare a subire sconfitte e arretramenti pur di muoversi nell’ambito di un sistema sbagliato?
Il Partito Comunista dei Lavoratori sarà ovviamente sempre e comunque a fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici E-care, qualunque iniziativa intendano loro intraprendere, sostenendo la loro giusta lotta e cercando di portate la propria soluzione rivoluzionaria in una realtà lavorativa così importante per la città di Roma.

Partito Comunista dei Lavoratori Sez. - “Vito Bisceglie” Roma

domenica 3 agosto 2014

Nasce a Fiumicino la cellula di Ostia e Fiumicino del P.C.L.

Il 24 Luglio 2014 è nata ufficialmente a Fiumicino, in stretto rapporto con la sezione provinciale di Roma, “Vito Bisceglie”, la cellula di Ostia e Fiumicino del Partito Comunista dei Lavoratori. 

All’inaugurazione erano presenti membri del coordinamento regionale del PCL Lazio, del coordinamento della sez. di Roma e una nutrita presenza di militanti, iscritti e simpatizzanti. Numerosi gli argomenti trattati nel corso del ricco dibattito sia sui temi nazionali, sia sulle tematiche locali.

Come inizio per la nostra cellula abbiamo pensato che la cosa migliore da fare, in linea con la politica del PCL, fosse quella di schierarci senza se e senza ma al fianco dei lavoratori di Globe Care, che in questi giorni stanno subendo un attacco da parte del Capitale, non solo contro i loro diritti ma addirittura contro la loro stessa sopravvivenza e i loro posti. Naturalmente, si è analizzata la complessa realtà lavorativa dello scalo aeroportuale di Fiumicino, in cui si stanno ampliando in modo diffuso e in alcuni casi radicale le problematiche e le vertenze lavorative.

Inoltre si è posta attenzione anche della complessa realtà industriale di Finmeccanica presente con la controllata Selex ES a Pomezia, oltre che a Roma-Laurentina, che attuerà nel prossimo futuro l’ennesima ristrutturazione e che, inevitabilmente, come di recente avvenuto, si tradurrà in mobilità obbligatoria, cassa integrazione, licenziamenti ecc. 

Non poteva mancare una valutazione dell’economia locale di Fiumicino, caratterizzata da precarietà in tutto il comparto del turismo e, in generale, da scarsi livelli occupazionali. Il lavoro che il Partito Comunista dei Lavoratori svolgerà nei prossimi mesi, attraverso la neo costituita cellula di Ostia e Fiumicino, in stretta sinergia e collaborazione con i Coordinamenti regionale e provinciale, sarà finalizzato a garantire una maggiore difesa dei diritti dei lavoratori e a cercare di costruire un collegamento tra la diverse problematiche. 

Partito Comunista dei Lavoratori
Cellula di Ostia e Fiumicino
(Sezione di Roma)

venerdì 25 luglio 2014

Corteo di solidarietà con la Palestina

Ieri 24 luglio abbiamo partecipato come sezione di Roma del Partito Comunista dei Lavoratori al corteo romano in solidarietà con la Palestina, che ha visto la partecipazione di migliaia di attivisti palestinesi e italiani, insieme alle organizzazioni di solidarietà e a quelle politiche e di movimento della città, contro l'imperialismo criminale dell'illegittimo stato sionista. Abbiamo portato la nostra posizione di marxisti rivoluzionari: lottiamo per una Palestina laica e socialista dove possano convivere le comunità di origine araba ed ebraica, per realizzare una simile realtà non c'è altra soluzione che la distruzione rivoluzionaria dello stato d'Israele e lo smantellamento dell'ideologia sionista. 

Siamo incondizionatamente al fianco della resistenza del popolo palestinese e delle comunità araba ed ebraica che sta scendendo in strada in questi giorni in diverse città israeliane in difesa della popolazione della striscia di Gaza e nella striscia di Gaza stessa, armi in pugno, per difendersi contro l'aggressione dei militari sionisti. Solo una mobilitazione massiccia di ebrei e palestinesi antisionisti può fermare il massacro di civili nella striscia, solo il proletariato di origine ebraica e araba può fermare una volta per tutte la violenza del sionismo, cancellare lo stato di Israele e aprire una reale svolta progressiva per tutto il medio oriente. 


PCL - Roma

martedì 8 luglio 2014

Contro l'imperialismo Israeliano, al fianco del popolo palestinese

Le brutali rappresaglie antiarabe del governo israeliano seguite all'uccisione di tre suoi cittadini richiamano per l'ennesima volta l'attenzione sulla realtà di sottomissione e di annientamento che anima lo stato d'Israele nei confronti dei territori che lo circondano. Un conflitto imperialista e razzista in piena regola, dalla durata ormai quasi secolare, e che è ancora in grado di esistere e di mietere indisturbato le sue vittime soltanto perché ha dalla sua parte tutte le altre potenze capitalistiche mondiali, che sfruttano l'oppressione e fanno leva sul colonialismo per meglio gestire i loro interessi nel Medioriente e nel mondo intero. Oggi ancor più e sempre più di ieri.
E' per questo che l'opposizione antimperialista ad Israele significa oggi opposizione a tutti gli imperialismi.
Da comunisti, sappiamo che nessun futuro sarà garantito né alle masse oppresse arabe né al proletariato israeliano finché non saranno distrutte le basi materiali e ideologiche su cui quello sfruttamento poggia. Soltanto una rivoluzione che spazzi via quelle basi può costruire un futuro di convivenza e di pace, su rapporti sociali e politici nuovi, di tutte le comunità dell'area.
Con questo spirito e con queste rivendicazioni, che ci caratterizzano da sempre, abbiamo partecipato al presidio di solidarietà con il popolo palestinese che si è tenuto ieri a Roma, e con questo spirito ribadiamo la nostra vicinanza alla comunità palestinese romana. Allo stesso modo, proponiamo agli organizzatori e a tutti i militanti della sinistra di classe un confronto ed una mobilitazione unitaria contro le odiose aggressioni antiarabe qui a Roma (a partire da quella che ha infangato il 25 aprile), che rischiano di divenire sempre più frequenti e di saldarsi pericolosamente a tutti gli altri episodi di violenza fomentati da mano fascista e razzista.


PCL - Roma

lunedì 30 giugno 2014

Bilancio del 28 Giugno

La manifestazione del 28 Giugno ha registrato una partecipazione inferiore alle necessità, ma è stata importante. Ha segnato la prima manifestazione dell'opposizione di classe al governo Renzi, all'apertura del “semestre europeo”. Con un netto profilo controcorrente rispetto all'attuale ascesa del renzismo e alla sua auto celebrazione propagandistica. 

Tuttavia la composizione del corteo e dell'assemblea conclusiva di piazza è stata sintomatica. Diverse sigle formalmente aderenti alla manifestazione si sono presentate con una consistenza minima e obiettivamente insignificante, a partire dal PRC, evidentemente in altre faccende impegnato ( e che neppure è intervenuto ai comizi finali). Nella realtà e nella percezione stessa dei partecipanti le organizzazioni realmente riconoscibili per la consistenza della loro presenza nazionale sono state due: la USB, assieme all'opposizione interna alla CGIL, sul piano sindacale; il PCL, indiscutibilmente, sul piano politico. Questo sia nel corteo, sia di riflesso nei comizi finali dal palco ( interventi di Paolo Leonardi, Giorgio Cremaschi, Marco Ferrando) 

Questo quadro generale non è esaltante. Rivela la crisi della vecchia sinistra classista, a fronte del consolidamento di un governo borghese populista con tratti bonapartisti e reazionari. Misura le difficoltà obiettive di rilancio dell'opposizione di classe e di massa. Misura infine la somma eterogenea di tanti opportunismi. Sia di area Tsipras, sia di area “antagonista”: che invitata a convergere sul 28 Giugno, dopo la revoca dell'11 Luglio, ha preferito defilarsi da una manifestazione politica troppo “classista” per i suoi gusti. 

Tuttavia questo stesso quadro generale del 28 Giugno, proprio per i suoi limiti, disegna più chiaramente l'attuale perimetro delle forze organizzate realmente disponibili a un fronte unico di azione sul terreno della lotta di classe. Si tratta di investire questo modesto ma prezioso patrimonio nel duro lavoro di innesco di una grande opposizione di classe e di massa al governo Renzi e all'Unione europea dei capitalisti e dei banchieri. 

Il PCL ha dimostrato di essere l'unico ( piccolo) partito della sinistra italiana che tiene il punto. 
Continueremo a combinare la massima unità d'azione con tutte le sinistre politiche e sindacali contro il comune avversario, con la massima intransigenza della nostra proposta politica e programmatica: non l'”Europa sociale”, non la “moneta nazionale”, ma la rivoluzione socialista e il potere dei lavoratori, in Italia e in Europa. La proposta che anche ieri ha segnato per tutta la manifestazione il nostro profilo indipendente e rivoluzionario.


Partito Comunista dei Lavoratori








venerdì 20 giugno 2014

No alla chiusura di T9!

Dopo la soppressione di Romauno TV, un’altra emittente locale romana è stata colpita dalla scure dei padroni: T9. Dopo un velocissimo cda, da far invidia alle pratiche di Marchionne, la presidentessa dimissionaria Rosabianca Caltagirone ha iniziato la liquidazione dell’azienda licenziando i lavoratori dell'emittente. Naturalmente nessun dipendente, come spesso accade, era informato della nuova "linea editoriale", fino a stamane, quando un licenziamento collettivo partito il 16 giugno è stato recapitato al sindacato dei giornalisti romani.

Emittente storica dell’editoria romana non solo per gli approfondimenti locali (un vero patrimonio), ma anche per l’informazione e le inchieste sulle amministrazioni, oggi T9 segue le sorti di quei non pochi giornali e tv pubbliche e private che, dopo aver spremuto fino in fondo lavoratori quasi sempre precari e sottopagati (se pagati), vengono "smaltite" con pochi complimenti, ovviamente non prima di aver fatto cassa sui lavoratori e, se possibile, aver adeguatamente speculato. I casi delle tv pubbliche greca e valenziana sono esemplari, anche e soprattutto per i risvolti che hanno sui legami con un potere politico borghese sempre più in crisi, esattamente quanto il modello economico che è chiamato a sorreggere e difendere.  

Come Partito Comunista dei Lavoratori non solo esprimiamo la solidarietà ai lavoratori di T9, ma invitiamo gli stessi a perseguire con ogni mezzo la difesa del loro posto di lavoro. Saremo al loro fianco.

PCL - Roma

mercoledì 11 giugno 2014

Comunicato PCL sul presidio dei lavoratori Alcoa a Roma

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Da questa mattina i lavoratori sardi Alcoa presidiano il ministero per lo sviluppo economico. La delegazione arrivata questa mattina ha prima bloccato la strada limitrofa poi è partito un breve corteo fino alla sede del ministero dove i lavoratori hanno intonato cori a difesa del lavoro e sbattuto i caschetti sull’asfalto. Il presidio di oggi è in concomitanza con un primo incontro al ministero, il 24 Giugno torneranno a Roma nuovamente, ma per oggi l’intenzione dichiarata, nonostante le pressioni della questura e le minacce di denuncia in caso di accampata , è quella di rimanere a Roma almeno fino a domani. I lavoratori sperano in un compratore ma finora solo la Clash, una finanziaria estera, sembrava essere interessata salvo poi non far uscire nessun piano industriale. Fra gli operai si insiste molto sul fatto che l’Alcoa produce il 15% dell’alluminio utilizzato in Italia e la chiusura porterebbe necessariamente a dover importarlo con tutti i costi del caso. Mentre seguiamo gli sviluppi  della giornata chiamiamo alla massima solidarietà tutte le organizzazioni di sinistra di Roma e a sostenere il presidio dei lavoratori Alcoa.

Nel tardo pomeriggio di ieri l'incontro al ministero dello sviluppo economico con gli Operai Alcoa ha semplicemente rinviato ogni decisione ad un prossimo incontro fissato per il 24 giugno, già fissato prima dell'arrivo dei lavoratori a Roma. Gli operai non hanno neanche ricevuto informazioni su eventuali acquirenti, l'unica cosa assicurata loro è la continuazione delle manutenzioni anche dopo il 30 giugno e soprattutto del coinvolgimento diretto della presidenza del Consiglio nella vertenza (nella persona di Delrio), anche se già in passato, nel 2009, intervenne la presidenza del Consiglio senza che se ne cavasse nulla.
Quanto alle tende che avrebbero voluto mettere davanti al ministerogli è stato concesso di metterle a Villa Borghese insieme al permesso di manifestare anche oggi. Il prossimo appuntamento sarà quindi il 24 giugno, una giornata in cui, probabilmente, molti nodi arriveranno al pettine. Per quanto ci riguarda continueremo a solidarizzare con i lavoratori in lotta per il posto di lavoro consci che, ad ora, solo la proposta di mobilitazione ed esproprio degli stabilimenti darebbe la certezza del lavoro a chi lo sta perdendo.


Partito Comunista dei Lavoratori - Roma





martedì 10 giugno 2014

Perché il PCL è l'unica alternativa




Ogni volta i gruppi dirigenti della sinistra hanno finito con usare le lotte dei lavoratori e dei movimenti per stringere compromessi coni loro avversari, sulla loro pelle. Questa sta accadendo anche adesso con La Lista  Tsipras…Una volta i loro dirigenti aprono al reazionario Grillo, l’altra soffiano sull’alleanza con il PD, nel mentre si limitano a collaborare, con le  loro singole organizzazioni, con il partito di Renzi nelle amministrazioni locali.

Fu così con il compromesso storico tra P.C.I. e D.C. negli anni 70, che iniziò la svendita delle conquiste del 68. Fu così negli anni 90 quando i grandi scioperi a difesa delle pensioni contro Berlusconi furono svenduti dal PDS algoverno Dini, che massacrò le pensioni. E' così è stato anche nel passato recente: dove i grandi movimenti di lotta per cacciare Berlusconi sono stati piegati ad un governo Prodi che ha riproposto, in forme diverse, le stesse politiche di Berlusconi... con il voto di tutta la sinistra governativa (Ferrero e Vendola in  testa).  Così con il cinguettio a Renzi, primarie e aperture indiscriminate…E ieri come oggi, il tradimento dei lavoratori produce frustrazione, passività, abbandono e spiana la strada alla rimonta delle destre(nelle sue sfumature grillismo). Poi, ogni volta, si ricomincia da capo.  Si ricomincia da capo con una spinta sempre più a destra, oggi la sinistra “radicale” è guidata dalla sinistra del quotidiano la Repubblica…

Ecco, noi vogliamo rompere con questa spirale infernale.  Fermiamo l’ennesimo  schema riformista che a mo’ di mantra si ripete. Noi, come PCL, siamo altro stiamo costruendo semplicemente, una sinistra che non tradisca. Una sinistra che abbia come proprio obbiettivo non quello di raccattare qualche poltrona (possibilmente senza agonia di sorteggio) di governo o sotto-governo a braccetto con gli avversari dei lavoratori e in subordine ai loro programmi. Ma che voglia davvero costruire un altra società libera dal dominio del capitalismo e del profitto: e che per questo stiasempre, sino in fondo e senza riserve, dalla parte dei lavoratori e di tuttigli oppressi.

LA GENESI DELLA LISTA TSIPRAS NON E’ BUONA

La lista Tsipras composta da PRC (ex ministro Ferrero), SEL (governatore della Puglia)  e dal circolo degli intellettuali (Spinelli), pretende di presentarsi come lista di sinistra e di pseudo d’opposizione sociale . La lista  Tsipras sostenuta da uomini d’apparato (ministrivari da vent’anni) pretende addirittura di essere la NUOVA SINISTRA italiana.

Pretendono  di costruire una nuova sinistra in nome di un NUOVO INIZIO che dovrebbe risollevare le sorti della sinistra e dei lavoratori e aprire prospettive finalmente radiose in nome dell’unità finalmente raggiunta fra i gruppi dirigenti…

E’ bene ricordare la sua fedina politica , come gruppo dirigente, comune  a tutti nella lista.

PRC e SEL, motori portanti della lista Tsipras, negli ultimi20 anni (almeno) hanno sostenuto e votato, spesso partecipato in prima persona,a molti o tutti dei vari governi borghesi di centrosinistra succedutisi inquesto periodo (Prodi, D'Alema, Amato, Prodi), rendendosi pertanto CORRESPONSABILI in generale delle loro politiche a favore dei grandi gruppi capitalistici, e nello specifico votando a favore di o accettando nei fatti politiche quali:

• le finanziarie lacrime e sangue per realizzare la moneta unica e rispettare i parametri di Maastricht;

• il furto del cosiddetto cuneo fiscale, miliardi di euro diimposte pagate dai lavoratori e regalati ai padroni (vero  Ferrero?);

• l'introduzione della precarietà in Italia (legge Treu); lanon abrogazione della legge 30 approvata da Berlusconi (ed evidentemente condivisa dal centrosinistra);

• la liberalizzazione dei fitti, che ha prodotto un aumentodei canoni che dal '98 sono più che raddoppiati;

• l'introduzione dei CPT nel nostro paese;

• l'aumento a dismisura delle spese militari (come la destra non aveva mai fatto…);

• i bombardamenti di Belgrado e della Jugoslavia;

• le missioni militari all'estero, compresa quella inAfghanistan a sostegno dell'intervento dell'imperialismo usa e in Libano pertogliere le castagne dal fuoco ai massacratori sionisti di Gaza);

• la costruzione della base usa di Vicenza al Dal Molin;

• l’adozione dei nuovi aerei caccia F35, da costruire a Cameri (Novara), per una spesa di svariate decine di miliardi di euro

• l'aumento delle tasse per i redditi più bassi el'abbassamento delle aliquote su quelli più elevati;

• i finanziamenti a favore delle scuole private econfessionali;

• i tagli alla scuola e all'università pubblica;

• la non abrogazione di tutte le leggi ad personam di Berlusconi;

• la non approvazione di una serie legge sul conflitto diinteressi;

• la non approvazione della legge sul riconoscimento delle coppie di fatto;

• la promozione di De Gennaro massacratore del G8 di Genovaa consigliere di Amato e del suo socio Manganelli a capo della polizia

e molto altro.

E' impossibile ricordare tutto… Il blocco con l’ex questurino affossatore del G8, DI Pietro..

Non si deve  dimenticare che queste forze sono al governo da anni nelle giunte di regioni, province e grandi città con il PD e il centrosinistra e in ogni occasione sono pronte a dimenticare gli impegni altisonanti delle campagne elettorali e dei comizi pur di accomodarsi in qualche seggio di assessore o di ente pubblico...
Non occorre continuare…ma sostenere il PCL

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

venerdì 6 giugno 2014

PRIDE!! Stonewall è stata una rissa

 
Attraversando la penisola il Pride rende ancora una volta visibile la battaglia contro l'oppressione e il disconoscimento della comunità LGBTQI e darà corpo fisico ai soggetti politici e associativi che in questa battaglia sono presenti. Ma quello che è un merito di questa piazza fino dal 1994, rivela anche un limite della battaglia stessa. 
La comunità trova nel Pride un punto di convergenza, ma manca quella forte unità d'azione nelle rivendicazioni specifiche che è indispensabile per vincere, in particolare in questo periodo storico dove l'ideologia dominante sta facendo fare passi indietro su tutte le conquiste progressive. L'arretramento generale delle lotte, l'assenza dalla scena politica dei movimenti di massa, le sconfitte della sinistra non possono essere superate da scorciatoie istituzionali, che comunque come dimostra l'azione dei governi di centro sinistra, vengono sostanzialmente affossate e "dimenticate" a favore della generale spinta governista e di controllo del paese in una morsa sociale e politica sempre più antidemocratica.
 
Di fronte allo scardinamento delle condizioni di vita materiali di tutti coloro che vivono di lavoro, delle giovani generazioni private del futuro, alle negazioni ripetute dei diritti (casa, lavoro, dignità, conoscenza, libertà sessuale, sanità), non possiamo più affidarci alla negoziazione "democratica" attraverso rappresentanze e ceti politici ormai completamente svelati nella loro complicità con questo potere.
 
Per questo come Partito Comunista dei Lavoratori siamo presenti alle manifestazioni che si svolgono in tutta Italia, ma non condividiamo l'impostazione che ha portato ad accettare la presenza istituzionale di partiti come il PD e dei suoi rappresentanti, la cui politica ambigua li vede presenti in veste istituzionale alle parate e contemporaneamente attivi nella politica familista borghese e cattolica, arricchita spesso da dichiarazioni contro la libertà di autodeterminarsi (Marino antiabortista, Binetti omofoba), oppure come il M5S, che al di là di ogni banale dichiarazione verbale/digitale, si sta preparando ad un'alleanza con una destra xenofoba e antigay, come le dichiarazioni occasionali di Farage o di altri suoi dirigenti hanno dimostrato chiaramente. Così come Nichi Vendola che ci mette la faccia, non ci fa scordare che non molto tempo fa l'ha persa di fronte a tutto il paese con la sua disponibilità con il padrone Riva e la sua assenza a fianco dei lavoratori dell'acciaio, dall'altro della sua carica istituzionale.  Sino all'incredibile patrocinio del Pride milanese da parte della Regione Lombardia diretta e appaltata da un centro destra affarista, razzista e lottizzante, e sopra ogni dubbio sessista.
 
La nostra proposta è  che tutte le associazioni, i movimenti, i collettivi si coordinino per aprire una stagione di lotte di rivendicazione per garantire a  tutti/e parità e uguaglianza, indipendentemente dal sesso e dalla identità sessuale, nelle pratiche di vita.

Come PCL rivendichiamo :

- Il diritto ad auto organizzarsi e gli spazi sociali per farlo per tutte le realtà LGBTQI.
- Il riconoscimento legale e sociale delle relazioni  delle coppie di fatto  senza distinzione sul sesso.
- Un'azione chiara e decisa contro la discriminazione sessuale.
- Nuove normative garantiste dei diritti per il cambio di sesso e il cambio di nome
- Una diversa educazione sessuale nelle scuole.
 
Infine rivendichiamo che la rivolta di Stonewall, che il Pride ricorda ogni anno come pietra miliare per il movimento dei diritti civili contro l'oppressione della diversità sessuale non è affatto stata una petizione di principio, ma una rissa, contro il potere sessuofobo e machista, contro l'emarginazione e la persecuzione.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

lunedì 19 maggio 2014

PCL IN PIAZZA CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI

Alcune foto della sezione romana del PCL in piazza sabato 17 maggio con i movimenti e le realtà sociali che si battono contro le privatizzazioni in particolare dei cosiddetti "beni comuni". 




lunedì 12 maggio 2014

DAVANTI AD AMBASCIATE E CONSOLATI UCRAINI CONTRO LA REPRESSIONE DEL GOVERNO LIBERAL-FASCISTA

Di seguito l'appello del PCL e alcune foto del presidio svoltosi davanti l'ambasciata ucraina venerdì 9 maggio.

Il governo ucraino liberal-fascista prodotto dalla rivolta reazionaria di EuroMaidan sta scatenando una azione armata contro le popolazioni russofone dell'Est del Paese, in lotta per i propri diritti nazionali. È necessaria un’immediata mobilitazione, anche in Italia, contro questa aggressione. 

I governi democratici degli imperialismi occidentali hanno prima benedetto, nel nome della “democrazia”, un governo reazionario prodotto da una rivolta a egemonia fascista e semifascista; e ora arrivano ad appoggiare l'aggressione condotta dalle forze militari fasciste (Pravy Sektor, “Settore Destro”, incorporate alla stessa Guardia Nazionale Ucraina). Forze che a Odessa hanno promosso e guidato un'azione sanguinaria contro le opposizioni, con 40 morti sul campo orribilmente assassinati. Il sostegno degli imperialismi occidentali al governo di Kiev ha una sola ragione: consolidare ed estendere la propria area d'influenza in Ucraina, a scapito dell'imperialismo russo. 

Il PCL non difende l'imperialismo russo e le sue mire sull'Est Ucraina. Denuncia il regime di Putin come bonapartista, reazionario, nemico dei lavoratori russi e ucraini. Tanto meno rivendica un intervento militare russo in Ucraina, che non avrebbe carattere progressivo e democratico, ma servirebbe unicamente al prestigio politico del regime di Putin e al suo richiamo nazionalista.



MA IN PIENA AUTONOMIA DAL NAZIONALISMO ‘GRANDE RUSSO’ E DALLE FORZE POLITICO-MILITARI CHE A ESSO FANNO RIFERIMENTO IN UCRAINA, IL PCL RIVENDICA L'OPPOSIZIONE INCONDIZIONATA E SENZA RISERVE AL GOVERNO UCRAINO E INNANZITUTTO AL NOSTRO IMPERIALISMO, ITALIANO ED EUROPEO.

Una vittoria della campagna militare di Kiev significherebbe: consolidamento del governo reazionario ucraino contro i lavoratori e i diritti democratici in tutto il Paese; estensione dell'influenza della Unione Europea e delle sue politiche di rapina in Ucraina; negazione e oppressione dei diritti nazionali della popolazione russofona in Ucraina. In più, rafforzerebbe considerevolmente il fascismo ucraino, nel momento stesso della crescita in diversi paesi dell'Europa di forze populiste reazionarie o apertamente fasciste.

COME PCL, PROMUOVIAMO LA FORMAZIONE DI PRESIDI DAVANTI ALL'AMBASCIATA E AI CONSOLATI UCRAINI, CONTRO L'AGGRESSIONE DEL GOVERNO LIBERAL-FASCISTA DI KIEV. 

CHIEDIAMO, PARALLELAMENTE, A TUTTE LE SINISTRE POLITICHE, SINDACALI E DI MOVIMENTO, ALLE ORGANIZZAZIONI ANTIFASCISTE, UNA INIZIATIVA UNITARIA CONTRO L'AGGRESSIONE MILITARE DI KIEV E CONTRO OGNI APPOGGIO MILITARE ITALIANO A UNA TALE AGGRESSIONE ( COME VENTILATO DAL MINISTRO PINOTTI).

Partito Comunista dei Lavoratori





domenica 11 maggio 2014

CRONACHE DALL'ATAC

La situazione del trasporto pubblico a Roma e delle lotte dei lavoratori

 

9 Maggio 2014
In un'assemblea al Campidoglio di fine gennaio, la giunta Marino ha presentato il nuovo Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), all’interno del quale sono esposte una serie di proposte per il rilancio della mobilità nella capitale. Il nuovo Piano è stato denominato dalle stesse istituzioni “PGTU dell’austerità”, come a voler anticipare il carattere delle misure e delle modifiche che lo caratterizzano.
Fra le tante cose che si sono dette in questa assemblea, non si è mai parlato del problema della privatizzazione del trasporto, ma viene spontaneo domandarsi innanzitutto come si possa programmare un servizio così importante senza avere certezze sulla natura pubblica o privata di questo servizio. Viene il forte dubbio, quindi, che questo progetto e questa assemblea siano solo di facciata, “obblighi” istituzionali che hanno il solo scopo di legittimare le istituzioni nella loro attività.
Le privatizzazioni, imposte da un capitalismo in profonda crisi, trovano terreno particolarmente fertile in periodi come il nostro, data anche l'assenza di reazione politica e sindacale (il sindacato confederale è schierato anzi a loro difesa, mentre i sindacati di base non sono ancora riusciti ad accumulare sufficiente forza a loro favore).
Le classi dirigenti e la loro stampa diffondono il concetto che le privatizzazioni sono necessarie perché fanno risparmiare soldi allo Stato, rilanciano l’economia ed eliminano privilegi e clientelismi. Argomentazioni totalmente false: un'azienda come l’ATAC, in posizione di monopolio e con migliaia di utenti, può fallire solo se viene mal gestita; ed infatti è quello che è successo. Da più di vent'anni partiti di centrodestra e centrosinistra, con l’avallo di CGIL-CISL-UIL, ammorbano questa azienda di clientelismo, utilizzandola come bacino e come strumento ben oliato per ingrassare imprenditori e palazzinari attraverso appalti e operazioni commerciali varie. Numerosi servizi che prima venivano svolti internamente sono stati dati in mano a ditte private che non pagano gli stipendi, cancellano ulteriormente i diritti dei lavoratori, offrono un servizio più che scadente (ad esempio, vengono acquistati materiali di ricambio ad un prezzo triplo rispetto a quello di mercato).
Fra i tanti scandali che hanno colpito la municipalizzata dei trasporti c’è anche quello dei “biglietti falsi”, ultimo in ordine cronologico, che ha sottratto alle casse aziendali circa 70 milioni l’anno dal 2000 a oggi.
Tutto questo, sommato alla progressiva fortissima riduzione dei finanziamenti statali, ha portato l'ATAC ad avere un debito di un miliardo e mezzo. Secondo le intenzioni di governo e piano industriale, a pagare questo debito dovranno essere i lavoratori e i cittadini: gli uni attraverso l’aumento della produttività e il taglio dei diritti, gli altri attraverso la riduzione del servizio e l’aumento del biglietto.
Le condizioni lavorative peggiorano sempre di più. Difficilmente vengono concesse ferie; viene incentivato lo svolgimento degli straordinari; si cerca di scoraggiare il lavoratore all’uso di leggi, come ad esempio la 104/92; si lavora con un parco vetture vetusto, con autobus guasti che spesso non rispettano i requisiti di sicurezza (viene fatta pressione sugli autisti affinché proseguano il servizio anche se le condizioni non lo permettono); il rapporto con l’utenza è sempre più complicato vista la quotidianità del disservizio, l’attesa alle fermate è spesso molto lunga ed è in esecuzione un ulteriore taglio di linee soprattutto in periferia e in generale sulle linee che sono poco remunerative, a fronte ricordiamo di un aumento del biglietto 50%.
In contrasto con le politiche filopadronali di CGIL-CISL-UIL in azienda è nato un sindacato autonomo, guidato da quella parte di lavoratori che con più forza ha deciso di rompere con il sindacato confederale. Sono state quindi messe in campo azioni di protesta, come ad esempio lo sciopero degli straordinari nel mese di novembre, represso in maniera illegittima dall’azienda attraverso rapporti disciplinari, e che ha mostrato quanto sia precario il servizio offerto da ATAC: esso, infatti, si regge in buona parte sul lavoro volontario straordinario di molti dipendenti.
Ci sono state alcune manifestazioni in difesa del trasporto pubblico, come quella del 20 dicembre 2013 (fra i cui promotori c’era anche l’USB), alla quale hanno partecipato i movimenti per la casa e gli studenti, e in cui il PCL è intervenuto con le proprie parole d'ordine volte a contrastare le politiche di esternalizzazione, la cessione di linee ad aziende private e a favore delle assunzioni a partire dagli ex-interinali.
In continuità con le giornate di lotta di Genova e Firenze, il 20 gennaio a Roma si è tenuta una manifestazione sul tema del trasporto, che ha contato anche sulla partecipazione di delegazioni di tranvieri provenienti da altre città (come ad esempio Milano, Genova, Torino, Firenze).
E’ chiaro a tutti quanto sia importante il rilancio del trasporto pubblico (sebbene padroni ed istituzioni facciano finta di niente), soprattutto in una città come Roma nella quale, secondo recenti sondaggi, risultano esserci una media di 978 automobili private ogni mille abitanti, contro le 415 di Parigi o le 400 di Londra.
Tutto ciò è il frutto di scellerate politiche nazionali e locali che da una parte hanno sempre privilegiato le grandi case automobilistiche con ingenti somme di denaro, mentre dall'altra parte hanno lasciato a sé stesso il trasporto pubblico, incentivando così la mentalità e le abitudini delle persone a discapito del trasporto collettivo, ed è per questo se oggi a Roma quasi ogni cittadino è proprietario di una macchina.
Questa situazione può essere capovolta solo a patto di uno stravolgimento delle politiche nazionali, che a sua volta può avvenire solo attraverso la forza esercitata da una forte opposizione sociale che veda alla sua testa la classe lavoratrice, organizzata politicamente e con un suo programma autonomo che metta in discussione il sistema capitalista, fondato sul potere di banchieri ed industriali.
Anche nel caso dell'ATAC a Roma, il Partito Comunista dei Lavoratori si propone di diventare lo strumento di organizzazione di tutti i lavoratori; chiama tutti a raccogliersi attorno ad uno sciopero generale ad oltranza, una vertenza generale del settore del trasporto pubblico, organizzata in consigli o assemblee permanenti dei lavoratori capaci di creare una rete di solidarietà che si esprima in una cassa di resistenza, andando oltre quella legalità imposta da chi ci governa e fonda il suo dominio proprio sull’illegalità: solo così si possono strappare risultati.
PCL Roma

venerdì 25 aprile 2014

AGGRESSIONE SIONISTA AL CORTEO DEL 25 APRILE


Oggi, giornata di lotta in ricordo della resistenza partigiana al nazifascismo, un fatto di inaudita gravità ha colpito la comunità palestinese, che come ogni anno partecipa alla celebrazione, e tutta la sinistra che gli si è radunata attorno. A pochi passi dal Colosseo, dove doveva partire il corteo, alcuni individui legati a posizioni sioniste hanno attaccato una prima volta dei compagni e compagne con bandiere palestinesi alzando la tensione. A questa provocazione la polizia ha risposto isolando gli aggrediti (cosa da aspettarsi dalle forze dell’ordine)  bloccandoli sull’uscita della metropolitana e separandoli dal grosso del corteo, il quale indifferente è proseguito. Pochi minuti dopo un folto gruppo di persone con bandiere israeliane ha attaccato nuovamente la comunità palestinese, con calci pugni e spintoni. Come organizzazione abbiamo deciso, coerentemente con la nostra posizione sul diritto all’autodeterminazione dei popoli, di rimanere con il corteo solidale al popolo palestinese (duole dirlo, fra i pochi ad aver preso questa chiara scelta di campo) e abbiamo marciato con loro fino alla piazza d’arrivo: Porta San Paolo. Qui, non ancora contenti, alcuni sionisti (che non hanno nulla da condividere con la comunità ebraica), ammassati sotto il palco, hanno dato vita a nuove, inaccettabili, provocazioni in risposta alle quali la parte di corteo antisionista ha però risposto con slogan e determinazione conquistandosi quantomeno il diritto a manifestare vicino al palco nonostante la presenza di cordoni di poliziotti in tenuta antisommossa a dividere la piazza in due parti, da una parte bandiere d’Israele e dall’altra quelle rosse e palestinesi. La nostra posizione è chiara e non fraintendibile: ricordare oggi la resistenza al nazifascismo e la lotta all’oppressore significa anche e soprattutto solidarizzare coi popoli che in tutto il mondo subiscono l’oppressione, ed i palestinesi di certo sono da annoverare tra questi. Viva  l’autodeterminazione del popolo palestinese, per una Palestina unita e socialista. , con pieni diritti alla minoranza di religione ebraica

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI – Sez. di Roma

 




mercoledì 23 aprile 2014

25 Aprile: liberazione e antifascismo

Il 25 Aprile, come ogni anno, la sezione di Roma del Partito Comunista dei Lavoratori parteciperà al corteo in memoria della resistenza contro l'oppressore nazifascista. Per combattere i rigurgiti fascisti che ancora oggi appestano l'europa intera spalleggiati dalla borghesia capitalista spaventata dalla crisi economica. Solidarietà a tutti i compagni e le compagne aggrediti e minacciati dagli squadristi, contro il fascismo non un passo indietro!

Di seguito il testo del volantino che distribuiremo.



Oggi celebriamo una grande lotta, la lotta dei partigiani che hanno combattuto non solo contro l'oppressione nazi-fascista, ma anche per un Paese migliore e più giusto. Il 25 aprile del 1945, la sollevazione partigiana chiuse la pagina buia del fascismo nella speranza di una vera alternativa di società, che liquidasse le classi dirigenti padronali e aprisse la strada al potere dei lavoratori. I governi di unità nazionale con De Gasperi (DC) e Togliatti (PCI), con il patrocinio del Vaticano, degli USA e dell'URSS di Stalin realizzarono un programma opposto: la ricostruzione del capitalismo italiano. FU IL TRADIMENTO DELLA RESISTENZA!

Da allora tutte le stagioni di lotta del movimento operaio sono state subordinate alla salvaguardia del capitalismo e delle sue classi dominanti. Oggi il proseguimento di questo disegno trova attuazione nel piccolo Bonaparte confindustriale, Matteo Renzi, zelante rappresentante degli interessi della classe padronale italiana. A questa, il democratico Renzi assicura con il suo Jobs Act tre anni di forza-lavoro ricattabile, grazie all'allungamento dei contratti a termine e alla scomparsa della causale, l'abbattimento dell'Irap alle imprese e l'abbassamento dei salari degli apprendisti, il tutto condito con la farsa degli 80 euro elargiti con una mano ai redditi fino a 1500 euro e ripresi con l'altra attraverso la restrizione delle detrazioni fiscali. In questo quadro, Forza Italia e M5S perseguono altrettanti fini anti-operai: il pregiudicato Berlusconi, rianimato da Renzi, svolge ancora il ruolo che ben conosciamo, dopo 20 anni di disastri sociali e culturali, mentre il M5S rivendica un programma liberale e reazionar-plebiscitario (abbattimento del “peso parassitario delle pensioni” attraverso la creazione del reddito di cittadinanza, eliminazione dell'Irap e la privatizzazione del sistema sanitario; da un punto di vista politico rivendica di fatto la fine della rappresentanza collettiva dei lavoratori). SEL auspica ancora progetti di alleanza con il PD (sic) e nel frattempo (insieme al PRC), per le prossime elezioni europee, costruisce la lista Tsipras, un cartello elettorale di matrice liberal-progressista. Chiude il cerchio la burocrazia sindacale CGIL che si omologa ai sindacati gialli CISL e UIL e sigla accordi truffa (per i lavoratori) con CONFINDUSTRIA.

SOLO UNA RIPRESA DEL CONFLITTO DI CLASSE, SOLO UNA MOBILITAZIONE GENERALE E CONTRO IL PADRONATO E I SUOI GOVERNI PUÒ FERMARE I LICENZIAMENTI.

OGGI NON BASTA RICORDARE LA RESISTENZA, BISOGNA RENDERLA ATTUALE, ANCHE CONTRO I FASCISTI DI OGGI, QUELLI DI CASAPOUND, CHE SI PERMETTONO DI MINACCIARE DI QUERELA UN NOSTRO MILITANTE, IL COMPAGNO LUIGI SORGE, OPERAIO DELLA FIAT, REO DI AVER DETTO LORO QUELLO CHE IN REALTÀ ERANO E SONO: FASCISTI. PER QUESTO OCCORRE LOTTARE CON IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI.

L’ANTIFASCISMO O È DI CLASSE, O È INEFFICACE E SENTIMENTALE PROTESTA.

domenica 13 aprile 2014

PCL in corteo il 12 Aprile

Di seguito alcune foto dello spezzone del Partito Comunista dei Lavoratori il 12 aprile contro il governo Renzi e la sua macelleria sociale. Estendere la lotta, radicalizzare il conflitto!






sabato 29 marzo 2014

Volantinaggio davanti la fabbrica Trellerborg

Oggi alcuni militanti delle sezioni di Roma e Frosinone hanno volantinato davanti la fabbrica Trellerborg di Tivoli. Di seguito il testo del volantino distribuito.



NO ALLA TRUFFA DI RENZI!
PER UN'ALTERNATIVA DEI LAVORATORI.
PER UNA LOTTA GENERALE, RADICALE E PROLUNGATA.

Il nuovo governo di Renzi cercherà di presentare ancora una volta come “interesse generale” l'interesse privato degli industriali e dei banchieri, che sono i principali beneficiari del suo programma politico.

Renzi è un avversario dei lavoratori. Ha sostenuto Marchionne contro gli operai. E oggi propone un “nuovo” piano per il lavoro, che è in realtà un nuovo piano per i padroni contro il lavoro: abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nei primi tre anni per i nuovi assunti; conservazione delle principali leggi di precarietà; un “assegno universale” di importo miserabile e limitato ad un massimo di due anni, per i lavoratori licenziati, magari privati della cassa integrazione grazie all'abolizione della “giusta causa”, votata dal suo PD.
Sarebbe questo il piano di “svolta”?  La verità è che Renzi maschera dietro le frasi “contro i privilegi della politica” la difesa dei privilegi dei padroni, gli stessi che finanziano con donazioni generose le sue primarie.
La legge elettorale che ha concordato con Berlusconi servirà a garantirgli alle prossime elezioni la maggioranza assoluta del Parlamento col 35% dei voti. E anche nel caso prendesse di meno, di poter ottenere lo stesso la maggioranza assoluta al ballottaggio. Il risultato è che una coalizione con meno del 30% dei voti potrebbe dominare il Parlamento al servizio degli industriali e dei banchieri. Esattamente come oggi.

Il governo Renzi andrà contrastato duramente, avviando una lotta generale, radicale, prolungata di tutto il movimento operaio, capace di unificare in un fronte comune tutta l’opposizione di classe e di massa disponibile.
E’ l’ora di una grande vertenza generale su una piattaforma unificante dell’intero mondo del lavoro, pubblico e privato. E’ l’ora di promuovere l’occupazione di tutte le aziende che licenziano, costituendo una cassa nazionale di resistenza. E’ l’ora di aprire una vera prova di forza contro il governo e il padronato. Non c’è altra via per fermare l’attacco avversario e strappare risultati. Solo la forza di massa può farlo.

Ma questa via richiede una condizione essenziale: la rottura col PD e con tutti i partiti che stanno dalla parte di Marchionne. Con buona pace di Vendola, la difesa degli interessi dei lavoratori è incompatibile con l’alleanza di centrosinistra. Cacciare il governo Renzi è un obiettivo centrale e imprescindibile.

Per queste ragioni il Partito Comunista dei Lavoratori, l'unico partito che non ha mai tradito gli operai, propone alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori di intraprendere e organizzare un'azione di blocco dei licenziamenti e di occupazione delle aziende che licenziano, raccogliendo fino in fondo la volontà di esasperazione e di lotta che si esprime tra i lavoratori.

-  PER L’ABOLIZIONE DI TUTTE LE LEGGI CHE HANNO INTRODOTTO LA PRECARIETA'
-  PER IL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI
-  PER LA RIPARTIZIONE DEL LAVORO A PARITA' DI SALARIO
-  PER LA NAZIONALIZZAZIONE SOTTO CONTROLLO OPERAIO DELLE AZIENDE