sabato 30 novembre 2013

PER LA LIBERAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE




Il finanziamento dello Stato d'Israele da parte dei governi italiani ( nazionali e regionali) di ogni colore non è solo drenaggio di risorse pubbliche dalla tasche dei lavoratori cui si impongono sacrifici sempre più insopportabili, ma è il finanziamento dell'oppressione sui palestinesi.


Lo Stato d'Israele è uno Stato coloniale, senza costituzione e senza stabili confini, nato dalla pulizia etnica contro un altro popolo condotta coi metodi più spietati del terrore ( Nabka): uno Stato basato su fondamenti razziali e confessionali, sulla cacciata dei palestinesi dalla propria terra, sulla negazione del loro diritto al ritorno, sulla loro discriminazione giuridica, sulla sistematica rapina sociale delle loro risorse più elementari, a partire dall'acqua. Questo Stato, nato dal terrore, può difendere la propria natura solo attraverso il terrore.


L'equiparazione tra antisionismo e antisemitismo, legittimata da Napolitano, è una ipocrisia odiosa.
La grande tradizione dell'ebraismo democratico e socialista del 900 si è sempre contrapposta all'ideologia sionista. Assimilare il sionismo all'ebraismo è non solo un falso storico spudorato, ma il più grande regalo all'antisemitismo, e alle correnti reazionarie e/o fasciste che lo sbandierano contro gli ebrei.


La distruzione, per via rivoluzionaria, dello Stato sionista, è l'unica prospettiva storica di liberazione del popolo palestinese, e perciò stesso di riconciliazione tra palestinesi ed ebrei.


La rivendicazione “ Due popoli, due Stati”, che oggi accomuna l'universo politico italiano, è solo una copertura dello Stato sionista, e della sua politica quotidiana di colonizzazione e deportazioni.
Non vi sarà mai autodeterminazione del popolo palestinese all'ombra di uno Stato carceriere. Il diritto dei palestinesi al ritorno nella propria terra è inconciliabile con i fondamenti giuridici dello Stato sionista. I bantustan di Cisgiordania e Gaza non sono l'embrione di un libero Stato palestinese, ma l'espressione del dominio sionista. Quelle leaderschip palestinesi ed arabe che accettano lo Stato d'Israele accettano perciò stesso l'oppressione del proprio popolo in cambio di ruoli o privilegi, reali o sperati, concessi loro dall'occupante.


Solo la distruzione dello Stato Sionista può consentire il ritorno dei palestinesi nella propria terra e la nascita di uno Stato palestinese realmente libero e laico, con diritti democratici per la minoranza ebraica: una prospettiva incompatibile col sionismo, con l'imperialismo che lo sostiene, con le borghesie arabe e i loro governi, vecchi o nuovi, che lo tutelano. Uno Stato palestinese libero e laico può nascere solo su basi socialiste dentro una prospettiva storica di rivoluzione sociale e di federazione socialista araba e del Medio Oriente.


La stessa battaglia per la rottura dell'Italia con Israele è inseparabile da una prospettiva anticapitalista in casa nostra e in Europa. Nessun governo dell'imperialismo italiano, quale che sia il suo colore, sarà mai nemico del sionismo e a fianco dei palestinesi. Solo un governo dei lavoratori, basato sulla loro organizzazione e la loro forza, può rompere con lo Stato sionista e sostenere con tutte le proprie forze i diritti di autodeterminazione della popolazione palestinese ed araba.


Costruire il partito della rivoluzione, Rifondare la 4° Internazionale, è un investimento decisivo nella liberazione della Palestina e di tutti i popoli oppressi.





PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

giovedì 28 novembre 2013

LA FINE DI BERLUSCONI NON E' LA FINE DEI POTERI FORTI

Berlusconi non è più senatore della Repubblica italiana. 192 parlamentari hanno votato contro i nove ordini del giorno che proponevano di respingere la decadenza del Cavaliere. L’annuncio è arrivato alle 17.43, di oggi, da parte del presidente del Senato Pietro Grasso, nel silenzio generale dell’Aula.

Sicuramente si chiude un ciclo politico, indipendentemente da i suoi futuri risvolti, per il Centro Destra. Berlusconi è stato il protagonista reazionario della scena politica italiana degli ultimi anni. La votazione parlamentare di oggi  ha rappresentato per Berlusconi un duro colpo se non sarà un arresto giudiziario sarà un arresto politico. IL suo "miracolo italiano" si arena qui...

Noi pensiamo, da marxisti rivoluzionari, che Berlusconi ha rappresentato una delle pagine più scure dell'italia "democratica". I suoi governi sono stati tra i peggiori per il mondo del lavoro che dal dopo guerra si sono succeduti. Ricordiamo i suoi affondi sui diritti del mondo del lavoro, sul precariato, sul TFR, sui processi di liberalizzazioni, sulle politiche di compressione delle potere d'acquisto per il mondo del lavoro, per politiche reazionarie per quanto concerne i diritti civili, sperimentazione staminali. Lo ricordiamo per le sue regalie al clero, alle sue imprese, per leggi ad personam, per le sua internità con la loggia massonica della P2, ecc.

Certo lo scenario politico italiano si sgombera di un leader reazionario, ma questo non significa strada in discesa per la classe operia. IL mondo del lavoro per migliorare le sue condizioni di vita deve sglegarsi dalle attrazioni verso il Centro Sinistra. Solo un ' opposizione di classe potrà superare le contraddizioni di questo sistema.