domenica 29 settembre 2013

Ricordando Walter Rossi (30 Settembre 1977 - 30 Settembre 2013)

La mano che uccise Walter Rossi nel 1977 a Roma è la stessa che ha ucciso Pavlos Fissas oggi, ad Atene. È la mano della barbarie e dell'impotenza, della paura e dell'ignoranza. È la mano di chi crede che alla miseria e alla disperazione provocata da questo sistema sia necessario rispondere rivolgendo le armi non verso il sistema stesso, ma verso un nemico più a portata di mano, cioè verso chi contro questo sistema, che è il capitalismo, lotta incessantemente: perché ne è vittima, bersaglio, prigioniero. Il fascismo non è altro che barriera, estremo argine a difesa del capitalismo contro i suoi oppositori. Ecco perché uccide, ecco perché ‘serve’.

Ieri come oggi, ogni qualvolta i padroni e i loro governi hanno tutto da perdere, il fascismo corre loro in aiuto. Succedeva nell'Italia degli anni Settanta, quando masse di lavoratori e di giovani, mettendosi in marcia per cambiare radicalmente le loro condizioni di vita e di lavoro, trovarono sulla loro strada l’MSI e altri gruppi di estrema destra. Succede nella Grecia di oggi, dove milioni di persone, spinte dalla politica economica brutalmente antioperaia della borghesia internazionale, trovano la violenza del partito Alba Dorata, che raccoglie consenso sulla crisi della piccola borghesia e sulla pelle dei non pochi lavoratori che, purtroppo, temendo per la propria sorte, si affidano a una risposta che è tanto tragicamente falsa quanto suicida.

La cronaca, quindi, non solo ci dice che l'antifascismo non è un inutile reperto ideologico da tramandare con nostalgia, ma lo pone come una delle necessità impellenti della lotta per la trasformazione vera, cioè rivoluzionaria, di questa società. Ora più che mai.

Partito Comunista dei Lavoratori - sez. "Vito Bisceglie" Roma