venerdì 24 maggio 2013

LA SVEZIA IN RIVOLTA



La crisi economica arriva anche  fino alla 'Svezia' . Paese dell'integrazione e del welfare state. E da quattro notti che  moti di protesta, modello banlieue parigine, stanno accerchiando Stoccolma. Sono molti i giovani svedesi che con migranti e disoccupati  riflettono il proprio disagio (disagio del sistema capitalista) contro le istituzioni del potere.  Auto e cassonetti dati alle fiamme, sassaiole contro le forze dell'ordine (del sistema). Una vera e propria sommossa popolare.

Un sintomo dell'esasperazione di migranti e disoccupati che non trovano lavoro e che vedono sciogliersi, come neve al sole,  la prospettiva di un futuro migliore-
Ora non resta che attendere e sperare in una sorta di  effetto domino...

giovedì 23 maggio 2013

BORGHESIA E CLASSE OPERAIA


Esistono interessi contrapposti tra borghesia e lavoratori nessuno, escluso il movimento demagogico-razzista di Grillo, lo nega.
La classe dirigente  pensa che questa sia la società migliore che possa esistere, non negano le differenze di classe certo le ammorbiscono fondamentalente perchè in questo modo vidimano il loro ruolo di potere. Non è un caso che la destra reazionaria si stia appropriando, distorcendola, di una lotta (nazional) rivoluzionaria...Mischiando populismo, razzismo, omofobia e identificando nel "diverso" il nemico...allontanando così il proletariato dalla lotta, l'unica reale e internazionale, contro il padrone.

I poteri forti, la grande coalizione guidata da Letta, Berlusconi e Napolitano non nega nemmeno la povertà, la disoccupazione e il disagio. Per di più li riconoscono(tali problematiche) cercando di farle rientrare in una sorta di schema pseudo logico (del sistema capitalistico), ove la logicità si misura sempre con il capitale...Quanto il lavoro costa al capitale e mai l'inverso...

Assurde le dichiarazione di Letta di questi giorni:" il lavoro è la mia ossessione", mentre da 20 anni la disoccupazione è in discesa verticale grazie ai governi di centro destra e centro sinistra...Più che un'ossessione, mi verrebbe da dire, è un pensiero dissociato...La disoccupazione nell'area Ue ruota intorno al 15% il che tradotto in cifre significa milioni di persone senza futuro...

La borghesia, dopo la caduta dello stalinismo, si è presentata al mondo come la classe che avrebbe portato il benessere a tutta l'umanità...La borghesia ha sempre pensato di arricchirsi, questo è stato il suo unico avido scopo:" se ci arricchiamo noi vi daremo (classe operaia) le briciole per la vostra sopravvivenza"...
Questa storia  non ha funzionato grazie anche e soprattutto a l'ottuso servilismo della sinistra riformista (PRC, PDCI, SEL) più propensa alla ricerca spasmodica di posti  che al superamento di questo sistema. Agli inizii della seconda guerra mondiale già Trotsky, nel programma di transizione, parla di disoccupati come "subclasse stabile"...

Ora la borghesia non ha, da almeno ventanni (con buona pace di Vendola, Camusso e Ferrero), spazi riformisti per concedere qualcosa al proletariato, anzi porterà avanti una lotta politica sino a che potrà  per spremere sino in fondo il movimento del lavoro, ne sono la riprova le politiche condotte negli ultimi tempi che hanno portato-sotto suggerimento di Marchionne- alla dissoluzione dei diritti del mondo del lavoro e alla compressione delle pensioni.

La ricchezza del metodo del marxismo rivoluzionario, il patrimonio della storia e soprattutto la volontà di lotta dei lavoratori sono un potenziale immenso contro le barbarie del capitalismo. Solo la determinazione, senza mercanteggio ideologico e misuugli di vari ascendenti psuedo teorici, contro il sistema potrà rendere possibile la socializzazione dei mezzi di produzione, il controllo e quindi la crescita della produzione a misura d'uomo. E' una prospettiva difficile, ma non è utopica; l'urgenza storica della prospettiva socialista è necessaria in questo periodo tetro imposto dalla società capitalista.
E.G.

domenica 19 maggio 2013

Sinistra, unisciti contro Beppe Grillo e Casaleggio



Articolo tratto dal "Manifesto" 18-05-13

Il nuovo attacco di Beppe Grillo allo ius soli non rappresenta una battuta infelice, per quanto odiosa. Come non è una battuta la promessa elettorale del candidato sindaco del M5S a Roma di «far sgomberare il Teatro Valle occupato per riportare la legalità». Queste posizioni rivelano in realtà, una volta di più, la natura reazionaria del grillismo.
Un soggetto politico che fa proprio l'armamentario ideologico razzista delle destre, e le sue campagne d'ordine, al servizio di un unico disegno: la scalata del potere politico, nel nome di un progetto plebiscitario. Un progetto che apertamente rivendica l'abolizione del sindacato in quanto tale, la soppressione «di tutti i partiti», una Repubblica fondata sulla rete, sotto il controllo dei suoi guru (Casaleggio e Grillo). Il regime dispotico interno al M5S è solo la prefigurazione del regime politico per cui M5S si batte. In questi mesi troppi sono stati (e sono), a sinistra, i silenzi, le ambiguità, e addirittura i pubblici elogi al M5S come movimento di «sinistra e progressista». Con pochissime eccezioni, le più diverse sinistre politiche e sindacali hanno ripetutamente assunto e ricercato il M5S come possibile interlocutore e alleato delle «comuni battaglie democratiche e sociali».
Questa politica non solo è priva di ogni fondamento nella realtà. Non solo nasconde ai lavoratori lo stesso progetto sociale di Casaleggio (abbattimento di pensioni e stipendi pubblici per regalare ai padroni l'abolizione dell'Irap, con un miserabile reddito di cittadinanza quale ammortizzatore della spoliazione del lavoro). Ma è stata usata da Grillo e Casaleggio come leva del proprio sdoganamento politico ed elettorale nel movimento operaio e nel popolo della sinistra. Alla ricerca di uno sfondamento populista in tutte le direzioni. E col cinismo calcolato di chi può impugnare ogni bandiera, dall'immagine democratica di Rodotà al razzismo più becero, pur di allargare il consenso per il proprio disegno di potere.

Questa politica di avallo suicida del grillismo, ora deve finire. Il partito comunista dei lavoratori in questi mesi, controcorrente, ha retto da solo, a sinistra - assieme ad alcune personalità e intellettuali come i Wu Ming - l'onere del contrasto a M5S, con un'azione di controinformazione in ogni ambito di movimento e di confronto. Ora facciamo appello a tutte le sinistre - politiche, sindacali, associative, di movimento- perché cessi ogni ambiguità e reticenza sul grillismo. E perché possa svilupparsi, finalmente, su questo terreno un'iniziativa unitaria.

L'attacco razzista di Grillo allo ius soli non può essere senza conseguenze: può e deve diventare un punto di svolta nel rapporto con il M5S per tutte le forze del movimento operaio. L'azione centrale di opposizione politica e sociale al governo Letta-Alfano - che deve essere radicale e di massa - va sviluppata in piena autonomia dal M5S e combinata con la battaglia aperta al populismo reazionario e razzista, già a partire dall'importante mobilitazione di oggi a Roma promossa dalla Fiom. Ogni ambiguità sul grillismo, se era prima un errore, ora diverrebbe un crimine politico.  Marco Ferrando portavoce PCL