venerdì 27 aprile 2012

BERSANI E GRILLO DIFENSORI DEL CAPITALISMO. LA PROPOSTA DEVE ESSERE DI CLASSE

IL premier Mario Monti, Pier Luigi Bersani, Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini, per fronteggiare il tema della crescita economica oltre che sulla (contro)riforma del Lavoro continuano a seguire la stessa strada. La strada del macello sociale. Colpire le classi meno agiate, tagliare i diritti, pensioni . Insomma dopo anni di liberismo economico(turbo liberismo) fallimentare Monti e i suoi paggetti ripropongono la stessa politica che ci ha portati in questa situazione catastrofica. Ci hanno fatto credere i vari Prodi, Treu, Berlusconi che il problema della crescita e dell’occupazione era il posto fisso bisognava “flessibilizzare” (precarizare lavoro, diritti e futuro) e con questo mantra da 15 anni ci stanno massacrando( leggi precarizzanti, pacchetto Treu, legge Biagi ecc). La loro politica a tutela dei poteri forti, non a caso Monti si consulta (vedere telefonata) con Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria per chiedere ”consiglio” sulla riforma del lavoro e crescita. Una politica, quella di Monti, dettata dalla BCE, una politica del disastro sociale e umano. Insomma, per usare una metafora, è come curare un alcoolizzato portandolo all’Oktoberfest. I partiti di maggioranza attendono che il Def fissi gli obiettivi di crescita e di bilancio avviando una sorta di 'fase due' nell'azione dell'esecutivo( il che vuol dire, tradotto, nuovi massacri per il mondo del lavoro e nuove esenzioni per i ricchi padroni): dopo aver avviato il risanamento(pagato con i soldi dei lavoratori). Quindi il governo sostenuto dall’ex militante di Avanguardia Operaia (Bersani) e dall’ex Missino La Russa procede come un treno sulla strada segnata da Monti e dall’imperialismo italiano. Questo dimostra, se ve ne fosse bisogno, come il PD e PDL sono rappresentanti degli stessi interessi, come la loro politica (indipendentemente dalla propria base di riferimento) sia simile e mossa dalla stessa esigenza: tutelare le banche (non a caso il governo Prodi, con il sostegno supino dei Ferrero e Diliberto fu uno dei massimi garanti delle banche e dei suoi profitti). Se, quindi, da un lato abbiamo il PD appiattito sulle banche dall’altro lato abbiamo delle forze “antisistemiche” (Lega, Destra e Grillo) che “opponendosi” a Monti sbraitano soluzioni per la crisi . Soluzioni fascisteggianti (a tutela della piccola borghesia, sotto lo spauracchio dell’ Europa che avrebbe macchiato l’anima sciovinista dell’ Italia… la Destra) come quella di Storace e altri esponenti della destra italiana oppure tutelandoi la piccola borghesia del Nord Est, rilanciandosi come una partito dell’alternativa dopo la rottura strumentale con il PDL, come fa la Lega. Naturalmente la Lega oramai è poco credibile dopo anni d’insulti a Roma “ladrona” si è trovata invischiata in un giro di scandali da fumetto… Tra diamanti, magia nera e fondi in Tanzania sembrava di assistere ad una delle migliori sceneggiature surreali del grande Emir Kusturica. Minata la credibilità della Lega il populismo (di destra) di Grillo trova terreno fertile e consenso, che se ne voglia o no, tra gli “incazzati” italiani. Ora indipendentemente dalla questione “antipolitica” –argomento assurdo- come se il PD (dei Calearo o delle Binetti che affermava di portare il cilicio eletta nel PD, poi passata all’UDC) o l’IDV ( degli Scilipoti) fossero la buona politica… Bisogna comunque, è un dovere, analizzare le proposte di Grillo con serietà. Grillo dopo la nomina di Monti a capo dello stato disse, rilasciando un intervista, al settimanale oggi :”L'Italia ha bisogno di persone credibili, come Mario Monti, per cambiare la legge elettorale, abolire il conflitto di interessi , bloccare il debito, traghettandoci al 2013. Monti ha iniziato bene, non mi permetto di dare un giudizio negativo...” Dunque il Beppe nazionale dopo aver urlato contro il sistema ne diviene il prone scudiero al fianco dello “Psiconano”, del “Pidimenoelle”, e di tutti i partiti “morti” (SIC!). Ma non contento di questo Grillo, dopo i fatti di “Cortina”(controllo fiscale del governo) lascia una dichiarazione alquanto assurda:“ D'ora in poi dovremo andare in vacanza a Cortina col commercialista, al posto dell'amante..”. Insomma evadere è un bene… Non sa Grillo che ad evadere non è l’operaio della Fiom escluso dal suo diritto sindacale di essere rappresentato, ma il grande imprenditore di turno…Grillo con chi sta? Operai o Ricchi?(domanda retorica). Ma il suo populismo non ha limiti, la sua etica politica è dettata da una nevrosi(legittima) contro il sistema da una parte e dall’altro da una superficialità storica politica senza fondo… La sua pretesa di essere “né di destra né di sinistra, ma oltre”, lungi dall’essere originale (Peron lo ha fatto con più stile e prima), ripropone l’equivoco di tanti movimenti populisti. Dove si colloca concretamente Grillo nello scontro che contrappone la Fiat e la Fiom? Dov’è il suo Movimento nelle lotte quotidiane a difesa del lavoro e davanti ai cancelli delle fabbriche? Dove era Grillo nella Milano(31 marzo) che si opponeva a Monti? Dove era Grillo quando il PCL insieme al comitato NO DEBITO manifestava sotto il senato contro il pareggio di bilancio ? Non si può essere “oltre” la lotta di classe: o si sta da una parte o si sta dall’altra. E non a parole…. Insomma tutti da Bersani a Grillo sono per il salvamento di questo sistema…Nessuno pone delle ricette di rottura, nessuno ha un’ etica politica, nessuno vuole cambiare le cose tranne noi del Partito Comunista dei Lavoratori. Ecco perché da anni abbiamo lanciato la campagna per la nazionalizzazione delle banche e delle aziende in crisi… Sappiamo che una battaglia per la nazionalizzazione delle aziende in crisi, aprirebbe uno scontro sociale e politico di grande portata. Perchè metterebbe in discussione la struttura più generale della società: indicherebbe l'esigenza di un piano economico definito dai lavoratori, a partire dal collegamento tra le aziende nazionalizzate; riproporrebbe la questione decisiva della nazionalizzazione della banche, vera "associazione a delinquere"; porrebbe la prospettiva di un governo dei lavoratori e quindi di un cambio di comando alla testa della società. Ma se le vecchie classi dominanti hanno fallito non è colpa del mondo del lavoro. E non è il mondo del lavoro che deve temere un'alternativa. Di più: l'esperienza ci insegna che solo battendosi per un'alternativa di fondo, è possibile, cammin facendo, difendere vecchi diritti(che ci stanno sgretolando), strappare conquiste parziali, ottenere risultati concreti. IL padronato è disponibile a concedere qualcosa solo quando ha paura di perdere tutto. E viceversa, senza un orizzonte di alternativa, si continuerà solo ad arretrare, sotto la frusta di padroni e governi sempre più forti e arroganti. In altri paesi, di fronte alla crisi, settori d'avanguardia del mondo del lavoro hanno avanzato la rivendicazione della nazionalizzazione delle aziende in crisi. Talvolta combinandole con l'occupazione delle aziende e l'esercizio diretto della gestione operaia della produzione. Spesso con risultati positivi di difesa dei posti di lavoro. In ogni caso spostando in avanti rapporti di forza e terreno di confronto: sia versa il padronato e i governi, sia all'interno dello stesso movimento operaio e sindacale. Proponiamo che una battaglia in Italia per la nazionalizzazione delle aziende in crisi si colleghi alle esperienze dei lavoratori e di altri paesi: dentro la necessità di una risposta globale alla crisi globale del capitalismo. Eugenio Gemmo D.N. PCL. Eugenio Gemmo D.N. PCL.

mercoledì 25 aprile 2012

L'ANTIFASCISMO DI CLASSE!


Karl Radek scriveva che la dittatura fascista è paragonabile a: "cerchi di ferro con la quale la borghesia tenta di consolidare la botte sfasciata del capitalismo" e occorre sottolineare che la botte contrariamente a quanto si potrebbe ritenere non è stata sfasciata dall'azione rivoluzionaria della classe operaia; il fascismo non è la risposta della borghesia a un attacco al proletariato, ma piuttosto l'espressione della decadenza dell'economia capitalistica. La botte, insomma, si è sfasciata da sola.

Oggi più che mai assistiamo ad una ripresa politica delle organizzazioni di estrema destra. IL loro "risveglio" trova nella crisi e nella copertura dei vari governi (sino a poco tempo fa in carica, alcuni sostituiti) di centro destro o destra (Italia, Francia est Europa) dei patner importanti. Basti pensare a Casa Pound che trae linfa... dalla giunta Polverini (PDL).

IL dovere,  il primo compito di un' organizzazione rivoluzionaria come la nostra è quella di saper intercettare il malcontento presente nelle periferie e spiegare a tutti che il fascismo non è la soluzione. Dobbiamo parlare di cultura, la destra è portatrice di dogmi e false verità (Dio, Patria e famiglia), noi dobbiamo rispondere con la lotta di classe internazionalista allo sciovinismo piccoloborghese che la destra esprime. Le persone, questo dobbiamo spiegare in modo certosino, non si dividono per nazionalità, etnia o religione, ma tra sfruttati e sfruttatori....

L’antifascismo è stato nella storia essenzialmente prerogativa dei militanti comunisti, socialisti ed anarchici, i quali hanno pagato al fascismo il prezzo più alto in termini di repressione, mentre altri, come il Partito Popolare (antenato della DC), ha sostenuto l’avvento della dittatura fascista fino a far parte del primo governo Mussolini.

Da alcuni anni assistitiamo a squallidi tentativi di “pacificazione”... tesi ad affermare il concetto che partigiani e repubblichini fascisti fossero tutti uguali, tutti egualmente italiani e patrioti ( in questi giorni a Roma è apparso tra le vie della città un manifesto atto a spiegare " l'onore" dei repubblichini di Salò).
Oggi, come ieri, bisogna dunque guardarci da chi tenta di cambiare la storia per affermare nel presente un nuovo autoritarismo fatto di razzismo e discriminazioni nei confronti di ogni “diversità", di negazione dei diritti dei lavoratori, di repressione poliziesca del dissenso, d’annientamento di ogni garanzia sociale.
E' necessario, anche, stare attenti anche a chi agita strumentalmente la bandiera dell’antifascismo per nobili calcoli elettorali: come in passato ha fatto il centrosinistra che ha tra le sue fila Luciano Violante che da Presidente della Camera dei Deputati nel 1996 sostenne, nel suo discorso di insediamento, che bisognava “capire le ragioni dei ragazzi di Salò”.

Se oggi c’è qualcosa da ricordare sono i 40.000 italiani che furono strappati dalle loro case dai militi della Repubblica Sociale o dalle truppe tedesche e deportati nei lager, di questi 30.000 erano partigiani, antifascisti e lavoratori arrestati in gran parte dopo gli scioperi del marzo del 1943.

E , soprattutto, non dobbiamo dimenticare i crimini dello Stalinismo italiano che con Togliatti ha promosso la aminstia - un vero è proprio tradimento nei confronti dei partigiani i quali hanno visto i loro carnefici essere graziati dal "Migliore"-  nel dopoguerra:

Un atto rilevante dell'attività di governo di Palmiro Togliatti, ministro di Grazia e Giustizia nonché segretario del PCI, è consistito nell'emanazione dell'amnistia per reati comuni, politici e militari: un atto che, approvato all'unanimità dal governo De Gasperi per celebrare la nascita della Repubblica, ha determinato la liberazione di migliaia di fascisti, senza distinzione tra gli imputati di reati minori e i responsabili di gravi crimini. Nel primo mese di applicazione tornarono in libertà 7000 fascisti detenuti: tra i primi beneficiari del provvedimento figurano un colonnello dei carabinieri condannato all'ergastolo per l'assassinio dei fratelli Rosselli e quattro torturatori della famigerata banda Koch.

Per questo la nostra politica come PCL (unico partito marxista rivoluzionario presente in Italia) deve avere un respiro anche politico e non limitarsi alle manifestazioni di rimbalzo ( 25 aprile come oggi) o alle sole flockloriste pratiche sociale messe in pratica della schegge dell’autonomia movimentista. Oggi essere antifascisti da veri comunisti vuol dire opporsi alle e nelle istituzioni locali e nazionali che molto spesso- come nel caso delle giunte Rutelli e Veltroni hanno tollerato le sedi d'estrema destra. Amministrazioni locali che spesso si reggono con il sostegno acritico e prono di forze antagoniste o  comuniste (riformiste) come PRC e PDCI.

L'antifascismo per noi non è un fronte popolare né un blocco per la democrazia, ma un metodo politico eretto sull'internazionalismo e la lotta di classe. IL fascismo, il popolo delle scimmie, può essere sconfitto definitivamente solamente con la presa del potere da parte del mondo del lavoro. 

Eugenio Gemmo D.N. PCL

 1 Bolscevico ucciso dalla purghe di Stalin
* FOTO PIETRO TRESSO DIRIGENTE COMUNISTA ANTIFASCISTA TROTSKYSTA UCCISO DAGLI STALINISTI


domenica 22 aprile 2012

Una nuova Resistenza contro il Capitalismo!

Il comandante partigiano Angiolo Gracci, che guidò la liberazione di Firenze, in un comizio per il 25 aprile del 1988, disse che la Resistenza non era stata fatta per rimettere in piedi gli stessi padroni che avevano voluto il fascismo, mentre la Repubblica "nata dalla Resistenza" ben poco rispecchiava gli ideali partigiani.

Oltre vent'anni dopo, quelle parole vengono confermate ancora più pienamente, trovando più riscontro di quanto non ne avessero già nella cosiddetta Prima Repubblica. Non solo perché nel frattempo abbiamo avuto modo di vedere gli eredi diretti del neofascismo insediarsi in governi ed istituzioni, ma perché oggi vediamo meglio di allora e meglio di sempre quel ristabilimento dei rapporti di forza politici e sociali che portarono quasi un secolo fa al fascismo del manganello e dell'olio di ricino, e che ci conduce oggi al fascismo finanziario e tecnocratico di Monti e Marchionne. E i manganelli, anche in questo caso, non tarderanno ad arrivare.

Il contesto sociale e politico di questo 25 aprile, infatti, vede il più grande attacco alle condizioni materiali di vita di decine di milioni di lavoratori e classi subalterne, non solo in Italia ma in tutta Europa. Sullo sfondo della più grave crisi economica capitalistica degli ultimi ottant'anni, i governi di ogni Paese e di ogni colore politico, dall'Irlanda alla Grecia, stanno coscientemente realizzando manovre e controriforme che spazzeranno via quel poco ancora rimasto delle conquiste strappate dai lavoratori, rialzatisi con la Resistenza, negli anni Sessanta e Settanta.

In Italia, questo significa, tra le altre cose, brutale taglio delle pensioni, abolizione di fatto dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, aumento della precarietà, fino ad arrivare all'inserimento nella Costituzione dell'obbligo di pareggio di bilancio. Il mondo del lavoro, esattamente come con il fascismo in Italia, in Germania, in Spagna, in Portogallo e altrove, è tornato sotto il tallone spietato dei padroni e dei loro governi, ancora definiti ipocritamente "democratici".

Il 25 aprile 2012 dev'essere l'inizio di una nuova e definitiva Resistenza, che ci liberi finalmente dalle catene di questa miseria e di questo sfruttamento che si chiama capitalismo.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - SEZIONE DI ROMA

(testo del volantino che verrà distribuito dai/lle militanti del PCL-Roma il 25 Aprile)