giovedì 12 aprile 2012

I “MIRAGGI” E LA MEMORIA DI RIZZO


Il recente “Documento ufficiale della nascita della cellula Pietro Secchia” di Sinistra Popolare a Londra arriva incredibilmente a definire anche Marco Ferrando, insieme a Bertinotti, Ferrero, Diliberto e Vendola, un “miraggio” degli ultimi anni, in “lotta” “per l’appropriamento della poltrona”. Pur volendo prendere queste illazioni per giudizi politici (facciamo soltanto notare, in quanto ad attaccamento e “appropriamento di poltrone”, che fu proprio la candidatura al Senato di Marco Ferrando - e non di altri - ad essere ignobilmente ritirata, nel 2006, per ben noti motivi), ciò che davvero non quadra è se sia imputabile sempre a Ferrando il “sostegno a criminali governi come quello USA e di Israele e le conseguenti guerre imperialiste”. Perché se così fosse, la disinformazione di qualche (magari troppo giovane) militante inglese di Sinistra Popolare si tradurrebbe in nient’altro che imperdonabile ignoranza. Infatti si dà il caso che rispondesse proprio al nome di Marco Rizzo colui che nel 1998 fondò insieme a Diliberto il PdCI, con l’obiettivo dichiarato di entrare nel governo D’Alema, artefice della guerra in Kosovo. E sempre Marco Rizzo fu tra i dirigenti di quel PdCI che nel 2006 tornò al governo con Prodi e diede il proprio appoggio alle prosecuzioni delle guerre in Afghanistan e in Iraq, oltre ad inaugurarne una nuova in Libano (2006). Non saranno mai ribadite abbastanza, queste candide e inaggirabili verità, se c’è ancora chi, a sinistra, oggi, finge disinvoltamente di non sapere.
La penosa sortita, quindi, sarebbe semplicemente da rubricare fra le ormai tante farse (in altri tempi erano invece tragedie) alle quali ci hanno abituato i resti del togliattismo-stalinismo italiano, nelle sue molteplici e sempre nuove incarnazioni. Ma, avendo a che fare con Sinistra Popolare, si intuisce che si tratta di qualcosa di più e di diverso dai classici attacchi strumentali ai quali in continuazione questa formazione ricorre quando si riferisce al Partito Comunista dei Lavoratori. Lo si potrebbe spiegare, ricorrendo alla psicoanalisi, come un istinto - magari inconscio - a proiettare sugli altri le proprie colpe originarie. Colpe che sono un po’ troppo ingombranti perché si possano facilmente nascondere sotto il tappeto, magari facendo finta di niente e sperando che nessuno ne conservi memoria.
Ora, che Rizzo, dopo averne fatte tante, si sia miracolosamente ravveduto (cosa sulla quale ci sia concesso il diritto di dubitare), è avvenimento gradito a tutti. Ma è indice di spudorata viltà che le sue responsabilità siano addirittura addossate a chi non solo non ne condivise nemmeno l’infinitesima parte, ma che a suo tempo le denunciò e le avversò con ogni mezzo. Conoscendo opere e trascorsi del personaggio, quindi, si è capito in anticipo il gioco. Ma sarebbe spiacevole e dannoso, prima di tutto per loro stessi, se a farsi compartecipi di questa avventura all’insegna di rimozioni e falsità fossero tutti quei compagni che, in buona fede e con generosità, riversano il loro impegno e la propria lotta per un’alternativa in Sinistra Popolare, cioè il vero sconfortante “vecchio che avanza” della sinistra in Italia.

Sergio Leone. Sezione PCL Roma