martedì 8 novembre 2016

Fuori i compagni dalle galere!

Sabato scorso, mentre a Firenze veniva vietato il corteo contro il teatrino borghese della Leopolda e i manifestanti venivano picchiati dalla polizia, a Roma, quartiere Magliana, un presidio antifascista indetto per ostacolare la manifestazione razzista di Forza Nuova (indetto al grido di "Magliana come Goro") veniva duramente attaccato dalle forze dell'ordine. Arresti, fermi e denunce sono piovuti sugli antifascisti mentre i militanti di Forza Nuova sono stati lasciati liberi di devastare la serranda del centro sociale Macchia Rossa su cui la polizia ha successivamente apposto i sigilli.
Di fronte a tanta barbarie reazionaria le amministrazioni pentastellate non solo non hanno alzato un dito ma si sono esposti per voce del presidente del municipio Mario Torelli a difesa della scellerata repressione della forza pubblica mostrando, una volta di più, la natura reazionaria del Movimento 5 Stelle.

Tutta la nostra solidarietà e complicità ai compagni arrestati.
Fuori i compagni dalle galere!
Fuori i fascisti dai quartieri!

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

venerdì 21 ottobre 2016

Sciopero! Sciopero! Sciopero!

21 Ottobre giornata di lotta alla GLS di Fiumicino


Oggi i lavoratori della logistica organizzati dal Si Cobas hanno scioperato in tutta Italia. A Roma un centinaio di lavoratori e solidali appartenenti a diverse realtà politiche e lavorative  hanno picchettato i magazzini GLS, ostacolando e impedendo il carico e scarico merci.

Prima di ogni altra questione la radicale lotta dei facchini parla, anzi, urla alla classe lavoratrice e a tutti gli sfruttati che si può e si deve lottare per la difesa degli interessi immediati della maggioranza della società contro una minoranza parassitaria e infame. Dai magazzini alle fabbriche, dagli spazi occupati ai lavoratori del pubblico impiego, dagli studenti ai disoccupati e ai sottooccupati. Dobbiamo costruire la consapevolezza della nostra forza sulle ragioni indipendenti della classe, senza cedere nulla alle forze istituzionali dello Stato di natura populista o apertamente reazionaria. 

Viva la lotta dei lavoratori della logistica!
Per la difesa del lavoro, contro i padroni e le loro istituzioni!
Per l'unica prospettiva che può liberare dalla schiavitù salariata, dalla guerra, dalla violenza, le masse di tutto il mondo: la rivoluzione socialista!




Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

venerdì 14 ottobre 2016

A difesa degli spazi sociali e dei quartieri popolari

Ieri 13 ottobre come Partito Comunista dei Lavoratori e come occupanti dello Spazio Sociale Roberto Scialabba abbiamo partecipato alla giornata di lotta in opposizione allo sgombero dell'occupazione Corto Circuito di Roma, quartiere di Lamaro, che da 27 anni fornisce servizi alla cittadinanza, in un quartiere popolare e operaio che, privato di uno spazio simile, finirà nel completo abbandono e nelle mani dei palazzinari e speculatori della peggior risma.

Dalle prime ore della mattina è iniziato lo sgombero e lo smantellamento dello storico centro sociale con un quartiere del tutto militarizzato, bloccato nei suoi punti nevralgici da centinaia di carabinieri e reparti in assetto antisommossa. Gli occupanti hanno incassato la solidarietà degli abitanti dei quartieri popolari limitrofi che hanno dato vita, nel pomeriggio, ad un corteo numeroso che, dopo aver bloccato le strade è rientrato nello spiazzo del Corto dando vita a un'assemblea per discutere il da farsi.

Abbiamo denunciato, in assemblea, l'assenza totale delle istituzioni pentastellate anche nelle situazioni (canile autogestito di Muratella, lavoratori del settore pubblico e municipalizzate, spazi sociali e occupazioni a scopo abitativo) dove i cinque stelle, prima delle elezioni, sono andati a rastrellare voti. Abbiamo ribadito che i nostri unici interlocutori sono i lavoratori, sono gli occupanti, sono i giovani dei quartieri popolari che vivono lo sfacelo di una città devastata dal capitalismo e dalle sue amministrazioni. 


Nessuna fiducia nel Comune e nelle istituzioni!
Per l'autonomia delle ragioni del lavoro, contro licenziamenti, privatizzazioni e sgomberi, continuiamo la lotta!

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

domenica 25 settembre 2016

Contro ogni imperialismo, al fianco del popolo curdo

Ieri migliaia di curdi e militanti solidali hanno sfilato per le vie del centro, un corteo determinato in cui, come PCL, abbiamo portato la nostra posizione: contro ogni imperialismo, faccia esso capo al capitalismo russo o alla NATO, contro il satrapo Assad e il fascista Erdogan.

Diritto di autodeterminazione per il popolo curdo!
Pieno sostegno ai proletari che in medio oriente si sollevano e lottano contro gli stati nazione capitalisti!
I popoli in rivolta scrivono la storia!




Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

giovedì 16 giugno 2016

Sulle comunali di Roma: la situazione generale, i motivi dell'astensione

Le elezioni comunali di Roma restituiscono uno scenario senza dubbio critico dal punto di vista del peso delle forze in campo, ma forse non così anomalo, stando agli sviluppi della sua situazione politica negli ultimi anni e a ciò che si muove oggi a livello profondo tra i settori e le classi sociali a Roma.
Il PD, vero sconfitto delle elezioni, cala bruscamente ed inevitabilmente dopo le vicende della cosiddetta "mafia capitale", che hanno travolto in pieno, con la caduta di Marino, anche le ultime illusioni riformiste su una giunta "progressista" dal profilo civico e moralizzatore, che avrebbe liberato l'amministrazione dalle spire profittatrici del clientelare Gianni Alemanno.
Ciò che rimaneva della sinistra ex radicale (raccolta intorno a SEL), avvinghiata a Marino fino all'epilogo, non è stato capace di rompere con il centrosinistra nemmeno a Roma e nemmeno con un PD ormai pienamente e irreversibilmente "renzizzato".
La vicenda della candidatura Fassina, con il contorno tragicomico delle liste prima respinte e poi riammesse, è il segno di un'incapacità eclatante dei residui della sinistra riformista anche semplicemente di apparire (figuriamoci di essere!) come un qualcosa dotato di riconoscibilità e di alternatività rispetto al PD, dopo vent'anni e oltre di subalternità sempre più oscena. I voti raccolti non potevano che sancire questa triste realtà.
La destra di Giorgia Meloni, tra ricomposizioni identitarie postberlusconiane e ammiccamenti postneofascisti (tributi ad Almirante), è riuscita in un certo senso a tamponare il ricordo e lo spettro della catastrofica esperienza della giunta Alemanno, e a capitalizzare la rappresentanza del vecchio centrodestra unitario attingendo al serbatoio di voti e di interessi della destra profonda romana.

A beneficiare del tutto sicuramente il Movimento 5 Stelle, probabile vincitore del ballottaggio, con un programma ambiguo (molto lontano dalla chiarezza che si aspettava chi ad esso guardava con favore, primi fra tutti i lavoratori comunali) e reticente su tutte le questioni calde riguardanti l'amministrazione di Roma, questioni che hanno segnato e segnano (e segneranno!) le lotte dei lavoratori di questa città: municipalizzate, privatizzazioni, Salva Roma, lotta per la casa.

Il M5S ha dimostrato sufficientemente, in questi tre anni che segnano la sua ascesa a fenomeno stabile e riconosciuto della politica nazionale, le sue posizioni antioperaie e totalmente indifferenti - quando non nemiche - a ciò che riguarda la giustizia sociale. Nel metodo del dare un colpo al cerchio e uno alla botte, si presenta - anche sul terreno delle politiche sociali - come il nuovo che si contrappone al vecchio.
Sostiene di voler difendere i lavoratori quando i suoi dirigenti sostengono l'inutilità dello strumento sindacale in quanto tale, proponendone il suo scioglimento.
Sostiene che non permetteranno il licenziamento dei tanti precari e precarie comunali, per poi rinviare la soluzione all'attesa di normative e di leggi nazionali.
Sostiene il diritto all'abitare, ma condanna le occupazioni a scopo abitativo.
Sostiene la salvaguardia dei beni comuni, ma dichiara la propria contrarietà a difenderli anche con la forza (essendo la "legalità" il suo unico criterio regolatore).
Sostiene la lotta alla speculazione, ma si ferma ogniqualvolta venga minacciata la sacralità della proprietà privata.
Innalza ad ogni stante il vessillo di una (genericissima) giustizia, ma non dice una parola sulle condizioni di immigrati e profughi.
La campagna elettorale delle amministrative, e quella romana in particolare, ha fatto emergere ancora più nettamente la natura aclassista del M5S, e il profilo in ultima analisi reazionario del suo progetto politico complessivo, che, anche quando si spinge a riconoscere l'esistenza di interessi contrapposti, e quindi a chiamare i lavoratori con il loro nome (invece che "cittadini"), non fornisce nei suoi programmi nessuna reale soluzione ai problemi della stragrande maggioranza di coloro che, a Roma come altrove, vivono sulla loro pelle i problemi causati da un sistema del quale il M5S non vede che l'involucro e le storture esteriori, nella migliore delle ipotesi.

È evidente quanto questo progetto politico trascini e riconduca i lavoratori e le masse dalla parte della compatibilità e della conciliazione con il sistema capitalistico, invece di sospingerli verso un'alternativa complessiva che guardi alle basi dello sfruttamento capitalistico, individuando qual è la vera radice delle ingiustizie e della corruzione dilaganti.
La risposta del M5S, al contrario, non sapendo riconoscere e non volendo nemmeno ammettere il fondamento di classe delle rivendicazioni e dei diritti con i quali è costretto a fare i conti, non può che limitarsi a sbatacchiare ossessivamente e inutilmente il futile ciarpame della "legalità", dell'"onestà", della "trasparenza", fino all'ottundimento.

Come ci insegna in questi giorni la classe lavoratrice francese, solo ponendo al centro potentemente la questione di classe, i lavoratori e gli sfruttati, attraverso le proprie parole d'ordine e le proprie organizzazioni di classe, possono fermare l'attacco capitalista e conquistare con la lotta condizioni di vita migliori per sé stessi e per la stragrande maggioranza della società. 

A fronte di questa situazione, la scelta del Partito Comunista dei Lavoratori non può che essere un convinto appello all'astensione.
Contro due opzioni entrambe in continuità con le politiche economiche e sociali fin qui perseguite, a livello locale e a livello nazionale.
Contro due candidati espressione di una classe avversaria dei lavoratori.
Contro due programmi entrambi ugualmente rovinosi per gli interessi e le aspirazioni dei lavoratori, dei disoccupati, degli immigrati, dei giovani di questa città.
Ma anche contro quella sinistra e quelle burocrazie politiche e sindacali in disarmo che, paralizzando il movimento e la lotta di classe, nella loro incapacità di trovare una soluzione allo stato di arretramento e confusione e di farsi carico della rappresentanza dei lavoratori, in definitiva li ingannano proponendo ad essi il populismo reazionario a cinque stelle come la soluzione, o quantomeno la compensazione, dei loro mali.

Se, come è probabile ad oggi, il M5S vincerà le elezioni comunali di Roma e Virginia Raggi diverrà sindaco, ci piacerà poter ricordare soprattutto a loro il vero programma di Grillo, rilasciato da lui stesso al quotidiano La Repubblica l'11 aprile di quest'anno, in cui senza troppi problemi e scrupoli dichiara riguardo al comune di Roma: «Gli esuberi di personale dentro gli uffici ci saranno per forza» (...) «avremo, e i romani devono saperlo, scioperi, gente che verrà in Comune a chiedere perché, persone che perderanno il lavoro. Non abbiamo il reddito di cittadinanza: se lo avessimo andremmo alla grandissima. Ma devono capire i romani che miracoli qui non li fa nessuno.» (1)

A prescindere da chi sarà il nuovo sindaco e dalla composizione del prossimo consiglio comunale, sappia Grillo fin da ora che in piazza, fra chi lotterà e sciopererà contro i suoi propositi padronali, ci sarà come sempre, ancora una volta, il Partito Comunista dei Lavoratori.

(1)http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/04/11/news/campidoglio_beppe_grillo_sui_dipendenti_negli_uffici_comunali_ci_saranno_esuberi_-137415085/

Partito Comunista dei Lavoratori - Roma

lunedì 2 maggio 2016

Primo maggio in solidarietà a curdi e migranti

Ieri, primo maggio, qualche centinaio di compagni e compagne provenienti da diverse regioni italiane hanno sfilato a Roma, in solidarietà ai migranti e alla resistenza del popolo curdo contro ISIS e governo Erdogan, che proprio ieri si è reso responsabile dell'ennesima uccisione di un manifestante, travolto da un mezzo della polizia, a Istanbul.

Il corteo, circondato da uno spiegamento di forze dell'ordine obiettivamente esagerato, è passato vicino l'ambasciata turca che è stata oggetto di un simbolico lancio di uova di vernice rossa. Sono state poi apposte nelle vicinanze due grandi scritte, "Erdogan terrorist" e "Erdogan boia", prima di proseguire senza intoppi il cammino fino a Porta Pia.

Una delegazione della sezione romana del PCL ha partecipato al corteo, la nostra posizione al riguardo è chiara: apertura delle frontiere ai migranti che scappano da guerra e miseria, pieno sostegno alla lotta dei proletari e rivoltosi curdi e turchi contro Erdogan e integralismo islamico, per una rivoluzione socialista in tutto il Medio Oriente contro fondamentalismo islamico e mire imperialiste dell'occidente.





Partito Comunista dei Lavoratori - Roma